« Torna indietro

Multa da 2 milioni ad Acea Energia per violazioni nella gestione dei dati dei clienti

Pubblicato il 11 Marzo 2026

La decisione del Garante privacy

Una sanzione da 2 milioni di euro è stata inflitta ad Acea Energia dal Garante per la protezione dei dati personali per gravi irregolarità nel trattamento dei dati personali di oltre 1.200 clienti nell’ambito dei contratti di fornitura di energia elettrica e gas.

L’intervento dell’Autorità è arrivato dopo numerose segnalazioni da parte di utenti, che denunciavano l’utilizzo di dati inesatti o non aggiornati per la stipula di contratti mai richiesti.

Contratti attivati senza il consenso dei clienti

Secondo quanto emerso dalle verifiche, molti utenti hanno scoperto di avere un contratto attivo con Acea solo dopo aver ricevuto comunicazioni ufficiali di attivazione della fornitura o richieste di pagamento.

I clienti coinvolti hanno dichiarato di non aver mai avuto contatti con l’azienda, né di persona né tramite canali telefonici o digitali.

Alcuni reclami hanno riguardato anche la mancata o tardiva risposta della società alle richieste dei clienti di esercitare i propri diritti previsti dalla normativa sulla privacy.

Le irregolarità emerse dalle ispezioni

Nel corso dell’istruttoria il Garante ha accertato che i trattamenti dei dati erano gestiti anche tramite società incaricate di procacciare nuovi clienti, sulle quali non veniva effettuato un controllo adeguato.

Le verifiche hanno evidenziato che Acea Energia non aveva adottato strumenti tecnici e organizzativi sufficienti per evitare utilizzi fraudolenti dei documenti raccolti dagli agenti porta a porta o dai partner commerciali.

In alcuni casi gli agenti potevano ottenere i dati personali dei cittadini utilizzando dispositivi mobili, ad esempio fotografando i documenti di identità. Successivamente i contratti venivano attivati senza il consenso degli interessati, talvolta anche con firme false.

Il Garante ha inoltre rilevato l’inefficacia del sistema di recall, cioè il meccanismo di verifica telefonica che dovrebbe accertare la reale volontà del cliente di sottoscrivere il contratto.

Le misure correttive imposte all’azienda

Oltre alla multa, l’Autorità ha imposto ad Acea l’adozione di diversi interventi correttivi per rafforzare i controlli. Tra le principali misure richieste:

  • sistemi di alert per monitorare il rispetto delle procedure contrattuali da parte degli agenti
  • verifiche periodiche sull’accuratezza dei dati raccolti
  • definizione di tempi precisi per la conservazione delle informazioni dei clienti

L’obiettivo è prevenire nuove attivazioni irregolari e garantire una gestione più sicura dei dati personali.

La posizione di Acea Energia

In una nota ufficiale Acea Energia ha confermato il provvedimento del Garante, sottolineando però la collaborazione fornita durante l’intera fase di indagine.

L’azienda ha spiegato che alcuni interventi correttivi erano già stati avviati prima della conclusione del procedimento, tra cui controlli più rigorosi sulle agenzie commerciali, procedure di verifica più stringenti e sistemi di blocco per operazioni sospette.

Secondo la società, molte delle ulteriori misure richieste dall’Autorità sono già in fase avanzata di implementazione, nell’ambito di un piano di rafforzamento dei controlli introdotto negli ultimi mesi.

Acea ha infine ribadito l’impegno a garantire standard elevati di sicurezza, correttezza e trasparenza nei rapporti con i clienti.

Le critiche delle associazioni dei consumatori

La decisione del Garante ha però sollevato critiche da parte delle associazioni dei consumatori.

Il Codacons ha definito la multa insufficiente, sostenendo che il caso dimostra ancora una volta la presenza di pratiche scorrette nel mercato dell’energia, dove continuerebbero attivazioni di contratti non richiesti e violazioni dei dati personali.

Secondo l’associazione, le società energetiche restano comunque responsabili delle azioni degli operatori e dei venditori che promuovono i contratti, e dovrebbero quindi effettuare controlli molto più severi per evitare comportamenti aggressivi o illegittimi.

Anche Assoutenti è intervenuta sulla vicenda, sottolineando che l’attivazione di contratti all’insaputa dei cittadini rappresenta una violazione estremamente grave dei diritti dei consumatori e rischia di compromettere il rapporto di fiducia tra utenti e gestori di servizi essenziali.

L’associazione ha annunciato un intervento a tutela dei clienti eventualmente coinvolti, chiedendo piena chiarezza sui fatti e strumenti rapidi per annullare i contratti non richiesti e ottenere eventuali risarcimenti.

Secondo Assoutenti, inoltre, il settore energetico dovrebbe adottare standard più rigorosi di trasparenza e controllo, anche attraverso codici etici per gli operatori incaricati di acquisire nuovi clienti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *