Pubblicato il 24 Novembre 2025
Nel novembre 2022, un 53enne di Cisterna di Latina è morto a causa di un intervento chirurgico al cuore. Il paziente, affetto da una patologia cardiaca congenita, si era sottoposto all’operazione presso l’European Hospital di Roma. I medici lo avevano rassicurato, proponendo l’intervento come una procedura di routine e facile da eseguire. Tuttavia, l’operazione, seppur consigliata, non era necessaria, ma solo suggerita per migliorare la qualità della vita. Ma quella fiducia ha portato alla sua morte, lasciando la famiglia distrutta.
Dalla buona salute all’infezione ospedaliera: il dramma in pochi giorni
Secondo l’avvocato Renato Mattarelli, che assiste la moglie e i due figli del defunto, l’intervento è stato solo un tentativo di miglioramento della qualità della vita, ma la situazione si è aggravata rapidamente. “Il 53enne aveva una buona salute al momento dell’ingresso in ospedale. È logico pensare che le gravi infezioni contratte durante il ricovero siano di natura ospedaliera“, afferma l’avvocato, sostenendo che, se il paziente non fosse stato ricoverato, sarebbe ancora vivo oggi.
Gli errori chirurgici e le infezioni ospedaliere: una morte evitabile
Secondo quanto risulta dalla cartella clinica e dall’autopsia del professor Fineschi dell’Università La Sapienza, emergono prove di errori chirurgici che hanno portato a emorragie per la rottura dei punti di sutura. Inoltre, infezioni ospedaliere come staphylococcus epidermidis, klebsiella pneumoniae e candida albicans sono state diagnosticate durante la degenza, deteriorando rapidamente la salute del paziente e causando il collasso dei suoi organi vitali.
La mancata informazione: un altro grave errore medico
Un ulteriore aspetto sollevato dalla difesa riguarda la mancata informazione del paziente sui rischi dell’intervento. L’avvocato Mattarelli sostiene che il 53enne non sarebbe mai stato disposto ad affrontare l’operazione se fosse stato adeguatamente informato dei rischi di morte e delle alternative terapeutiche, tra cui quella di non sottoporsi a chirurgia, considerato che l’intervento non era affatto necessario.
Giustizia per la famiglia: l’udienza fissata per il 2026
La famiglia del 53enne chiede ora giustizia e la responsabilità della struttura sanitaria romana sarà accertata dal Tribunale di Roma in un processo che avrà la sua udienza il 18 marzo 2026. L’avvocato Mattarelli afferma: “La struttura deve rispondere degli errori medici e della mancata informazione al paziente che ha portato alla sua morte prematura”.

