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Napoli, 22enne uccisa e lasciata davanti all’ospedale: arrestato il fratello

Pubblicato il 4 Febbraio 2026

Picchiata, accoltellata e abbandonata davanti al pronto soccorso

Aveva il volto segnato da schiaffi e pugni e una profonda ferita alla schiena provocata da un coltello. Così è arrivata all’ospedale evangelico Villa Betania di Napoli Jlenia Musella, 22 anni, trasportata in auto e poi lasciata davanti all’ingresso nel pomeriggio del 3 febbraio. Chi era alla guida si è subito allontanato.

I medici si sono trovati davanti a un quadro drammatico: la giovane presentava evidenti segni di percosse e una grave coltellata alle spalle. Nonostante i tentativi di soccorso, la ragazza è morta poco dopo il ricovero.

Arrestato il fratello Giuseppe: ha confessato

Le indagini sono partite dall’unico elemento disponibile: l’auto che aveva accompagnato la 22enne in ospedale. Nel frattempo, gli investigatori hanno ricostruito il contesto familiare della vittima, scoprendo che viveva con il fratello maggiore Giuseppe, di sei anni più grande, mentre i genitori sono detenuti.

Fin dalle prime ore, la pista privilegiata è stata quella del delitto maturato in ambito familiare, anche perché non risultavano denunce o segnalazioni legate a ex partner o atti persecutori.

Giuseppe Musella è stato rintracciato e arrestato nella notte tra il 3 e il 4 febbraio dagli agenti della squadra mobile. Ora si trova nel carcere di Secondigliano con l’accusa di omicidio volontario. Davanti agli inquirenti ha confessato di aver ucciso la sorella.

I punti ancora da chiarire

Resta da stabilire con precisione la dinamica dell’aggressione e il luogo in cui è avvenuta. L’abitazione dei fratelli si trova nel rione Conocal, nella periferia est di Napoli, una zona priva di sistemi di videosorveglianza.

Non è escluso che la violenza sia scoppiata in strada, ma prende corpo anche l’ipotesi che tutto sia accaduto tra le mura domestiche. L’autopsia dovrà chiarire quale ferita abbia causato la morte e se vi siano stati ulteriori colpi.

Al momento non è stata ancora trovata l’arma del delitto, mentre resta da definire con certezza anche il movente. L’inchiesta è coordinata dal pm Ciro Capasso e diverse persone vicine alla vittima sono già state ascoltate.

Il cordoglio delle istituzioni

Il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, ha espresso dolore per l’accaduto: “Sono addolorato per la morte di questa giovane ragazza di Ponticelli. Le forze dell’ordine e la magistratura ricostruiranno i fatti. Rafforzeremo l’impegno per ridurre il disagio nei quartieri oggetto di interventi di rigenerazione”.

Anche il prefetto Michele di Bari ha parlato di “una tragedia”, sottolineando la piena fiducia nell’operato di magistratura e forze dell’ordine.

Chi era Jlenia Musella

Jlenia viveva con il fratello nel rione Conocal. La madre e il patrigno sono detenuti; quest’ultimo è ritenuto vicino al clan Casella-Circone. Secondo quanto emerso, i rapporti tra i due fratelli sarebbero stati difficili.

Sui social la giovane era poco attiva su Facebook, dove l’ultimo post risale al 2016 ed era dedicato al padre. Più frequente invece l’uso di Instagram, dove condivideva immagini di viaggi e serate con amici. Una vita spezzata a 22 anni in circostanze ancora da chiarire nei dettagli, ma che hanno già portato a un’accusa gravissima all’interno della stessa famiglia.

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