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Napoli ricorda il giornalista Giancarlo Siani, assassinato dalla camorra 40 anni fa

Pubblicato il 23 Settembre 2025

Una città unita nel ricordo

Napoli si è fermata oggi, 23 settembre, per commemorare Giancarlo Siani, il giovane cronista assassinato dalla camorra il 23 settembre 1985. A quarant’anni dalla sua morte, istituzioni, studenti e cittadini si sono ritrovati nel luogo dell’agguato, le Rampe che oggi portano il suo nome, a pochi passi dalla sua abitazione.

Il sindaco Gaetano Manfredi ha deposto una corona di fiori in memoria del giornalista.

La presenza della famiglia e delle istituzioni

Alla cerimonia erano presenti i familiari di Siani – il fratello Paolo e il nipote Gianmario – insieme al prefetto di Napoli, Michele di Bari, e all’assessore regionale alla Sicurezza, Mario Morcone.

Durante l’incontro, Paolo Siani ha dichiarato: “Giancarlo è il simbolo di tutti i giornalisti uccisi. Raccontare i fatti dà fastidio ai potenti, ma è fondamentale per i cittadini. Dimenticarlo significherebbe ucciderlo una seconda volta”.

Un esempio per le nuove generazioni

Le parole del fratello hanno sottolineato la dimensione attuale della figura di Giancarlo: un giovane precario, come tanti oggi, che svolgeva il mestiere più rischioso pur di inseguire la sua passione per il giornalismo. Con la sua Mehari verde, facilmente riconoscibile nelle strade di Torre Annunziata, era diventato un bersaglio mobile, ma non aveva mai rinunciato al suo lavoro.

Anche gli studenti dell’Istituto Tecnico “Siani” hanno preso parte al momento di raccoglimento, esponendo uno striscione con la scritta: “Viviamo la libertà della pace con un no alla guerra”.

Le iniziative in memoria

Non solo Napoli, ma anche altre città e istituzioni italiane ed europee renderanno omaggio a Siani. L’associazione Libera ha annunciato numerose iniziative dedicate alla sua memoria, mentre nel pomeriggio è prevista una cerimonia nella sede del Parlamento europeo.

Il ricordo di Giancarlo Siani rimane vivo: un ragazzo che voleva solo fare il giornalista e che oggi rappresenta un modello di coraggio e libertà di informazione.

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