Pubblicato il 5 Dicembre 2025
L’ultimo viaggio del centauro leggendario
Applausi, lacrime e un modellino di motocicletta poggiato sul feretro hanno accompagnato l’ultimo saluto ad Antonio Mellino, per tutti Agostino ’o pazzo. Nel pomeriggio di oggi, 5 dicembre, oltre duecento persone si sono riunite nel cuore di Napoli per rendere omaggio a uno dei personaggi più iconici del centro storico.
Il celebre motociclista, aveva 73 anni, protagonista delle notti napoletane degli anni Settanta con le sue imprese spericolate su due ruote, è stato salutato nella chiesa di San Lorenzo Maggiore, gremita di amici, conoscenti, commercianti e semplici cittadini che ne avevano ammirato il coraggio e lo spirito libero.
La famiglia in prima fila e l’abbraccio del centro storico
Accanto al feretro, la moglie e le quattro figlie, visibilmente commosse, hanno assistito alla cerimonia circondate dall’affetto di un intero quartiere. Il centro storico ha risposto presente, stringendosi attorno alla famiglia Mellino in un clima di profonda partecipazione emotiva.
Tra la folla anche diversi bikers, arrivati con le maglie della Harley Davidson.
«Un altro pezzo di quartiere che se ne va»
A officiare la funzione è stato il diacono Salvatore Cinicolo, legato da un rapporto di lunga amicizia con la famiglia: «Agostino era una presenza storica del quartiere. Dietro quel soprannome c’era un ragazzo dal cuore buono», ha ricordato durante l’omelia.
Il ricordo di una leggenda popolare
Con la scomparsa di Agostino ’o pazzo, Napoli perde uno dei suoi personaggi più caratteristici, un uomo che con le sue acrobazie ha segnato un’epoca e riempito di stupore intere generazioni. Tra gli applausi finali, qualcuno ha sussurrato: «Un altro pezzo di storia che se ne va». Un addio che sa di leggenda. Nella foto: un frame da un video che ricorda le scene del film ‘Un posto ideale per uccidere’ del 1971 con Ornella Muti. Nel cast, come stuntman, figurava anche Antonio Mellino, in arte “Agostino ‘o Pazzo”, il quale, negli anni 1970, era salito agli onori della cronaca per le sue rocambolesche imprese contro la polizia e i carabinieri, fatti oggetto di sberleffi e ridicolizzati dal fatto che si faceva inseguire per tutta la città di Napoli a velocità pazzesche e senza venire acciuffato. Proprio per le sue imprese, il regista lo volle come stuntman nel film

