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La Nato avvia l’operazione ‘Sentinella Est’ per rafforzare il fianco orientale

Pubblicato il 13 Settembre 2025

La NATO ha annunciato una nuova iniziativa per potenziare la difesa del proprio fianco orientale a seguito della recente violazione dello spazio aereo polacco. L’operazione, battezzata Sentinella Est, combina forze convenzionali e risposte pensate appositamente contro le minacce rappresentate dai droni.

Perché nasce ‘Sentinella Est’

La mossa dell’Alleanza è una reazione diretta all’incidente che ha visto mezzi russi attraversare lo spazio aereo di un Paese membro. L’obiettivo dichiarato è dimostrare determinazione e capacità di difesa del territorio alle minacce che potrebbero ripetersi.

Cosa comprende l’operazione

‘Sentinella Est’ prevede lo schieramento di asset aerei e navali e l’integrazione di sistemi mirati a contrastare i droni: più jet, difese aeree potenziate, sensori e armi anti-drone saranno messi a disposizione per aumentare sorveglianza e reattività lungo il fianco orientale.

L’ipotesi di una ‘no-fly zone’ ridotta

Tra le opzioni in esame c’è la creazione di una sorta di area cuscinetto a cavallo fra Polonia e Ucraina – una no-fly zone in scala limitata – con l’intento di intercettare e abbattere eventuali droni prima che attraversino lo spazio NATO. Si tratta però di una scelta ancora non condivisa da tutti gli alleati, anche per la prudenza segnalata da alcune capitali e dalla valutazione che l’azione polacca sia stata finora efficace.

Chi contribuisce e con quali mezzi

I Paesi membri hanno già annunciato contributi specifici: Danimarca (due F-16 e una fregata antiaerea), Francia (tre Rafale), Germania (quattro Eurofighter) e disponibilità di supporto anche dal Regno Unito. Il dispiegamento sarà coordinato a livello alleato per garantire una copertura che vada dal Mar Baltico al Mar Nero al Mediterraneo.

Tecnologia, costi e limiti operativi

Il comando alleato per la Trasformazione è coinvolto per sperimentare e accelerare l’introduzione di sensori e contromisure anti-drone. I responsabili sottolineano però che molti droni individuati non sono stati abbattuti e che le soluzioni impiegate finora sono molto costose: ciò evidenzia la necessità di aggiornare gli strumenti e le tattiche per rispondere alle sfide “low-cost” del futuro.

Tempistiche e obiettivi strategici

L’attività multidominio partirà nei prossimi giorni con un’operazione flessibile e adattabile nel tempo; i dettagli operativi restano volutamente limitati. Il messaggio politico è chiaro: la NATO intende elevare la deterrenza e rendere più credibile la difesa degli alleati, invitando Mosca a riflettere sulle conseguenze di azioni simili in futuro. Nella foto: Mark Rutte, segretario generale della NATO

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