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Nato, Meloni firma l’intesa sul 5% per la difesa: “Spese sostenibili, nessuna risorsa tolta all’Italia”

Pubblicato il 26 Giugno 2025

Accordo storico all’Aja, ma la Spagna si sfila. Trump attacca Madrid e rilancia sui dazi

All’Aja, i 32 Paesi membri della Nato hanno siglato un’intesa storica: entro il 2035, ogni Stato dovrà destinare il 5% del proprio Pil alla difesa e alla sicurezza. Una svolta fortemente voluta dal presidente americano Donald Trump, che ha ottenuto l’adesione formale anche dell’Italia. Giorgia Meloni ha firmato l’accordo, definendolo un segnale di unità e determinazione dell’Alleanza Atlantica.

Tuttavia, non sono mancate le tensioni. La Spagna, guidata da Pedro Sánchez, inizialmente si è opposta, ricevendo da Trump un duro attacco: “La posizione di Madrid è terribile”, ha dichiarato il presidente USA, minacciando di raddoppiare i dazi. Alla fine, anche il governo spagnolo ha dato il via libera alla dichiarazione finale, firmata da tutti i membri.

Meloni: “L’Italia farà la sua parte senza sacrificare le priorità nazionali”

La premier italiana ha voluto rassicurare sul piano interno: “Il 5% sarà raggiunto senza togliere un solo euro agli altri impegni del governo”. Ha spiegato che l’accordo prevede un 3,5% dedicato alla difesa militare pura e un 1,5% per sicurezza infrastrutturale, cyberdifesa e resilienza civile.

Nel 2029 è previsto un primo bilancio intermedio. Meloni ha precisato che la decisione è stata presa in modo consapevole: “Abbiamo valutato tutto con il ministro dell’Economia, ci sarà flessibilità totale”.

Nessuno scostamento di bilancio per il 2026

Meloni ha escluso il ricorso alla “escape clause”: “Non ci serve uno scostamento di bilancio”, ha detto, sottolineando che gli investimenti nella difesa potranno generare crescita economica e occupazione, specialmente se le risorse saranno usate per rafforzare l’industria italiana.

Ha anche lanciato un messaggio politico chiaro: “Scelte responsabili per l’autonomia e la sovranità nazionale”, criticando le opposizioni che la invitavano a seguire l’esempio spagnolo.

No alla difesa europea parallela: “Serve una colonna europea dentro la Nato”

Rispondendo a chi rilancia l’idea di una difesa comune europea, Meloni ha ribadito la sua posizione: “Non dobbiamo duplicare, ma potenziare la Nato con una forte componente europea”.

Una visione in linea con la tradizione atlantista dell’Italia, che affonda le sue radici in figure storiche come De Gasperi e Berlusconi, ricordati anche da Antonio Tajani.

Dazi USA e difesa: “Due facce della stessa medaglia”

Meloni ha discusso con Trump anche dei dazi imposti dagli Stati Uniti all’Europa, sottolineando come il tema commerciale sia strettamente connesso alla cooperazione militare: “Integrazione economica e rafforzamento Nato devono procedere insieme”.

Sulla soglia del 10% ipotizzata dagli USA, la premier ha aperto al compromesso: “Non penso sia particolarmente impattante per noi”. Anche Tajani ha espresso accordo su questa posizione.

Verso il Consiglio Europeo: la sfida dei vincoli UE

Un tema cruciale emerso dal vertice è la compatibilità degli investimenti nella difesa con le regole fiscali europee. La premier ha lanciato l’allarme: “Con le attuali regole, nessuno potrà davvero raggiungere il 5%”, un concetto rilanciato anche dal primo ministro ungherese Viktor Orbán.

Focus sull’Ucraina e sulla pressione alla Russia

Oggi il dossier difesa arriva sul tavolo del Consiglio europeo a Bruxelles, in una settimana carica di impegni internazionali. Al centro anche l’Ucraina, con una riunione tra Meloni, Zelensky, i leader di Francia, Germania, Regno Unito, Polonia e il segretario Nato Mark Rutte.

L’obiettivo condiviso: sostenere il percorso diplomatico verso una pace giusta e duratura, mantenendo al contempo alta la pressione su Mosca con un nuovo pacchetto di sanzioni.

Gaza e Iran: l’Italia rilancia la via diplomatica

Meloni ha espresso soddisfazione per il cessate il fuoco tra Israele e Iran, auspicando che lo stesso possa avvenire a Gaza e in Ucraina: “È il momento della responsabilità, anche per Trump”, ha dichiarato, rimarcando l’impegno dell’Italia per la diplomazia internazionale.

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