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Sesto San Giovanni

Neonata trovata con la testa nel water: 38enne arrestata per tentato infanticidio

Pubblicato il 26 Novembre 2025

La donna fermata e trasferita in carcere

È stata arrestata e condotta nel carcere di Torino la donna di 38 anni che, secondo le accuse, avrebbe tentato di uccidere la figlia appena partorita.
Lunedì 24 novembre la donna ha dato alla luce la bambina nel bagno della casa di famiglia a Ciriè, lasciandola poi con la testa quasi completamente immersa nell’acqua del water per circa venti minuti.
La neonata, soccorsa dal 118, è stata rianimata e portata d’urgenza all’ospedale Maria Vittoria, dove rimane in condizioni gravissime nel reparto di terapia intensiva neonatale.

Il fratello trova la neonata e chiama il 112

Le indagini sono affidate ai carabinieri e alla procura di Ivrea.
Secondo la prima ricostruzione, la 38enne avrebbe partorito da sola, accovacciata sul gabinetto.
Al rientro a casa, il fratello ha trovato il bagno completamente sporco di sangue e la donna ancora all’interno del locale.
Nel water ha notato un involucro che, avvicinandosi, si è rivelato essere la neonata con la testa immersa nell’acqua.
Sconvolto, ha immediatamente chiamato il 112.
I sanitari del 118 sono riusciti a rianimare la piccola prima del trasferimento in ospedale.

La versione della madre: “Non sapevo di essere incinta”

La donna ha dichiarato agli investigatori di non essersi mai accorta della gravidanza e di essere stata colta dal panico al momento del parto.
Una spiegazione che gli inquirenti giudicano poco credibile.
La procura di Ivrea procede con l’accusa di tentato infanticidio.

La 38enne, italiana, era tornata da alcuni mesi a vivere nella casa di famiglia insieme alla madre e al fratello, che hanno raccontato ai carabinieri di non aver mai notato segni di gravidanza.

Le condizioni della neonata

La bambina rimane in condizioni estremamente critiche, anche se stabili.
Secondo i medici, potrebbe essere rimasta senza ossigeno molto a lungo, un elemento che desta grande preoccupazione per le possibili conseguenze neurologiche.

La procura continua le indagini per chiarire ogni dettaglio della vicenda.

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