Pubblicato il 1 Aprile 2025
Nessun nuovo processo per la morte di Filippo Raciti. La Corte d’Appello di Messina, sezione minorile penale, ha respinto la richiesta di revisione avanzata dall’avvocato Giuseppe Lipera, difensore di Antonino Speziale. La richiesta è stata dichiarata inammissibile per manifesta infondatezza, escludendo così la possibilità di riaprire il caso.
L’ispettore di polizia perse la vita il 2 febbraio 2007 durante i violenti scontri tra forze dell’ordine e ultras del Catania, avvenuti nei pressi dello stadio Angelo Massimino in occasione del derby contro il Palermo. Per quei fatti, Speziale fu condannato a otto anni e otto mesi di carcere per omicidio preterintenzionale, pena già interamente scontata, in quanto all’epoca dei fatti era ancora minorenne.
Anche Daniele Natale Micale, oggi 37enne, è stato condannato con la stessa accusa a 11 anni di reclusione, pena che ha già scontato. Secondo la ricostruzione dei fatti, i due avrebbero colpito Filippo Raciti lanciandogli contro un sottolavello in lamierino, causandogli una grave lesione al fegato, rivelatasi fatale. L’ispettore morì poco dopo il ricovero all’ospedale Garibaldi di Catania.
Contro la decisione dei giudici di Messina l’avvocato Lipera ha presentato un atto di ricorso in Cassazione.
Al centro dell’istanza dell’avvocato Lipera c’erano anche le interviste trasmesse, il 12 e il 26 novembre del 2020, su Italia1, dalla trasmissione Le Iene a una donna di 47 anni e un uomo di 45 anni, sentiti da Ismaele La Vardera, oggi deputato all’Assemblea regionale Siciliana. I due hanno sostenuto la tesi del ‘fuoco amico’, secondo cui Raciti sarebbe stato ferito mortalmente da una Range Rover della polizia.
Ricostruzione affrontata più volte in tutti i processi a Speziale e Micale e ‘smentita’ in tre gradi di giudizio.
I due intervistati sono stati poi querelati per diffamazione a mezzo stampa dall’allora capo della polizia, Franco Gabrielli. Processati col rito abbreviato il gup li ha assolti, nel novembre del 2022, con la formula “perché il fatto non sussiste” ma, contesta l’avvocato Lipera, quegli atti non sono stati resi disponibili alla difesa di Speziale. Un fatto, contesta nel ricorso in Cassazione il penalista, che la Corte d’appello di Messina non ha valutato. Fonte Ansa

