Pubblicato il 3 Febbraio 2026
La linea della Regione: stop definitivo alle abitazioni pericolanti
“Nelle case di Niscemi che si trovano entro i 50 metri dal costone crollato non rientrerà più nessuno: o crolleranno da sole o saranno demolite”.
Lo ha dichiarato il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, nel corso di una conferenza stampa a Palazzo d’Orleans, tracciando una linea netta sulla gestione dell’emergenza.
Le abitazioni più vicine all’area interessata dal cedimento vengono quindi considerate definitivamente inagibili, con l’obiettivo prioritario di garantire la sicurezza dei residenti.
Soluzioni per gli sfollati e ipotesi di espansione urbana
Il governatore ha spiegato che la Regione sta valutando le modalità per affrontare l’emergenza abitativa. In attesa di una relazione del sindaco, si sta verificando il numero di immobili sfitti disponibili per ospitare temporaneamente chi ha perso la casa.
Tra le opzioni al vaglio c’è anche l’ipotesi di espandere l’urbanizzazione di Niscemi verso le aree messe a disposizione dal Comune di Gela. Schifani si è invece detto contrario alla realizzazione di una “new town”, ritenendo questa soluzione non necessaria.
Niente nuova ordinanza: “Meglio evitare duplicazioni”
Sul piano amministrativo, il presidente della Regione ha escluso la necessità di un provvedimento specifico dedicato a Niscemi. Il Comune, infatti, è stato inserito all’ultimo momento nell’ordinanza relativa ai danni del ciclone Harry.
Secondo Schifani, adottare un’ulteriore ordinanza significherebbe creare sovrapposizioni burocratiche. “Sono per la semplificazione”, ha sottolineato, ribadendo la volontà di evitare duplicazioni e di intervenire attraverso strumenti già esistenti.

