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Niscemi, dopo la frana scatta il piano di riorganizzazione sanitaria

Pubblicato il 28 Gennaio 2026

L’assessorato regionale alla Salute interviene per gestire l’emergenza

Dopo la frana che ha colpito il territorio di Niscemi, prende ufficialmente il via una profonda riorganizzazione dei servizi sanitari locali. Il provvedimento è contenuto in un atto di indirizzo dell’assessore regionale alla Salute, Daniela Faraoni, nella foto d’apertura, che nella giornata di ieri, 27 gennaio, ha effettuato un sopralluogo nel comune del Nisseno. Il documento è stato trasmesso ai direttori generali delle Asp di Caltanissetta e Catania e al responsabile della Centrale operativa 118 di Caltanissetta ed Enna.

Emergenze sanitarie indirizzate verso Caltagirone

Tra le misure più rilevanti, l’assessorato ha disposto che le prestazioni di emergenza-urgenza vengano dirottate verso il presidio ospedaliero di Gravina di Caltagirone, raggiungibile in circa 20 minuti, invece che al Dea di II livello di Caltanissetta. La decisione nasce dalla necessità di superare le criticità della viabilità, aggravate dalla chiusura di due importanti arterie stradali.

Rafforzamento dell’ospedale di Niscemi

Parallelamente, è stata prevista la riattivazione dell’Unità operativa semplice dipartimentale di Medicina dell’ospedale di Niscemi. Il reparto sarà potenziato con due nuovi dirigenti medici e con l’attivazione di un servizio di rianimazione operativo 24 ore su 24, al fine di garantire maggiore sicurezza e continuità assistenziale.

Assistenza sanitaria per gli sfollati

Per assicurare cure adeguate alla popolazione evacuata, attualmente ospitata nel centro di accoglienza “Pio La Torre”, verrà assegnato un mezzo sanitario mobile al Distretto di Niscemi. A bordo saranno presenti un medico di continuità assistenziale e un infermiere, disponibili per 12 ore al giorno.

Supporto psicologico per famiglie e scuole

Particolare attenzione è rivolta anche all’assistenza psicologica, destinata alle famiglie e al personale scolastico. È previsto un percorso di supporto continuativo legato alla chiusura di tre istituti scolastici, che ha comportato la redistribuzione degli studenti in altri plessi del territorio.

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