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Niscemi, il mondo della cultura si unisce per salvare la biblioteca storica

Pubblicato il 2 Febbraio 2026

Una biblioteca privata a rischio crollo nel cuore della città

A Niscemi, in provincia di Caltanissetta, è in corso una vasta mobilitazione di scrittori, intellettuali, giornalisti e librai per salvare la biblioteca privata Angelo Marsiano, un patrimonio culturale che custodisce oltre quattromila volumi, documenti storici, mappe e materiali d’archivio fondamentali per la memoria della città.
La biblioteca si trova nel quartiere Sante Croci, un’area gravemente colpita da una frana che minaccia non solo le abitazioni, ma anche questo prezioso spazio culturale, oggi pericolosamente sospeso sul vuoto.

L’appello di Stefania Auci: “Non perdiamo la memoria di Niscemi”

A lanciare l’allarme è la scrittrice Stefania Auci, autrice de L’Alba dei Leoni, che chiede un intervento urgente affinché questo patrimonio non venga distrutto.
Secondo Auci, il rischio è duplice: la perdita della memoria privata delle famiglie costrette ad abbandonare le proprie case e la scomparsa della memoria collettiva, custodita proprio nella biblioteca voluta da un intellettuale niscemese profondamente legato alla storia del suo territorio.
Il suo appello è rivolto con forza a istituzioni, amministratori e cittadini, affinché si attivino senza ulteriori rinvii.

Nadia Terranova e il valore simbolico della biblioteca

All’iniziativa si unisce Nadia Terranova, scrittrice e finalista al Premio Strega, che sottolinea come gli abitanti di Niscemi abbiano il diritto di non abbandonare la propria città e di rifiutare soluzioni che cancellino l’identità del luogo.
Per Terranova, la biblioteca rappresenta il cuore pulsante della comunità: uno spazio che deve essere messo in sicurezza al più presto per tornare a essere luogo di incontro, conforto e dialogo.

Festival, scrittori e iniziative per salvare i volumi

Terranova, insieme a Cristian Guzzardi, Giovanni Lo Giudice e Marcello Barrale, ha proposto di dedicare uno spazio del prossimo festival letterario Logos a un confronto pubblico su come preservare e proteggere la memoria di Niscemi.
Numerosi autori hanno raccolto l’invito. Barbara Bellomo ha ricordato l’angoscia delle famiglie coinvolte e ha sottolineato che mettere in salvo i libri significa difendere l’identità e il futuro della comunità.

“Non crolla solo la terra, ma la memoria”

Tra le voci più forti c’è quella dello scrittore Ugo Barbara, che invita a sostituire nell’immaginario collettivo l’immagine dell’auto sospesa nel vuoto con quella della biblioteca sul ciglio della frana, simbolo di una comunità che rischia di perdere se stessa.
Per Francesca Maccani, i libri non sono semplici oggetti, ma radici, identità e futuro, la prova concreta che la cultura è un bene comune e un ponte tra generazioni.
Sulla stessa linea Francesco Musolino, che parla apertamente di un pezzo di memoria che sta franando insieme alla terra, chiedendo un intervento immediato delle istituzioni regionali e nazionali.

Il dolore delle case perdute e la paura di perdere la storia

La scrittrice Costanza Di Quattro ricorda il dramma umano di chi è costretto a lasciare la propria abitazione, sottolineando che le case custodiscono anime e memorie familiari. La biblioteca, aggiunge, è un presidio culturale essenziale, la cui perdita sarebbe una ferita irreparabile per l’intera città.
Anche la giornalista Giusina Battaglia insiste sull’urgenza: ogni giorno che passa può essere l’ultimo utile per salvare i volumi.

Un atto di responsabilità verso la Sicilia

Secondo Giusy Sciacca, ciò che sta accadendo a Niscemi non può essere ridotto a una semplice stima dei danni materiali: in gioco ci sono vissuto, sacrificio e futuro di una comunità.
La scrittrice Elvira Seminara, citando Marguerite Yourcenar, ricorda che le biblioteche sono riserve contro “l’inverno dello spirito” e che quella di Niscemi rappresenta un archivio insostituibile di identità e testimonianze.

Salvare il passato per costruire il futuro

Per Gaetano Savatteri, la memoria è la base su cui si costruisce il futuro. La biblioteca Marsiano, con i suoi quattromila volumi, è vista come un simbolo di rinascita possibile, capace di dare continuità alla storia senza cancellarla.
Un concetto condiviso anche da Rosita Manuguerra, che parla di una memoria che non appartiene solo a Niscemi, ma a tutti: difendere la biblioteca significa difendere l’anima stessa della città.

Un patrimonio che riguarda tutti

Secondo Manuguerra, perdere la biblioteca significherebbe aumentare il numero di territori privi di spazi culturali, in una regione dove l’accesso a librerie e biblioteche è già limitato. Ogni chiusura rappresenta una rinuncia collettiva e un arretramento culturale difficile da recuperare.

“Salvate quei libri”

Lapidaria la posizione di Stefania Petyx: se la biblioteca dovesse crollare, non andrebbe perduto solo un edificio, ma la memoria stessa del paese.
Dal Comune, l’assessore Franco Alesci ha dichiarato che si attendono ulteriori sviluppi per avere notizie sul destino della biblioteca.

In gioco non c’è solo la sorte di alcuni scaffali, ma la possibilità per Niscemi di continuare a riconoscersi nella propria storia. Salvare la biblioteca Angelo Marsiano significa salvare un pezzo di civiltà.

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