Pubblicato il 15 Dicembre 2025
Multe ferme, ma il conto per chi guida aumenta
Il 2026 si aprirà con novità poco gradite per milioni di automobilisti italiani. Se da un lato è stato evitato l’aumento automatico delle multe stradali, dall’altro la pressione economica crescerà comunque a causa di carburanti e assicurazioni, colpiti da interventi fiscali decisi dal governo.
Diesel più caro dal 1° gennaio
A pagare il prezzo più alto saranno i proprietari di auto a gasolio, circa 16,6 milioni di veicoli secondo il Codacons. Dal 1° gennaio 2026 entrerà in vigore il riallineamento delle accise, con un incremento di 4,05 centesimi al litro sul diesel.
L’operazione porterà allo Stato 552 milioni di euro di entrate aggiuntive nel solo 2026.
Secondo le stime dei consumatori, considerando anche l’Iva al 22%, un pieno da 50 litri costerà 2,47 euro in più, con un aggravio annuo di circa 59 euro per ogni automobilista, ipotizzando due rifornimenti al mese.
Se si somma anche l’aumento già scattato a maggio, il rincaro complessivo sale a oltre 80 euro l’anno per veicolo. La prevista riduzione delle accise sulla benzina, invece, rischia di non tradursi in reali risparmi alla pompa.
Rc auto: assicurazioni sempre più care
Altro fronte critico è quello dell’assicurazione Rc auto. Un emendamento al disegno di legge di bilancio prevede l’aumento dell’aliquota fiscale dal 2,5% al 12,5% per le coperture legate a infortunio del conducente e assistenza stradale, per i contratti stipulati o rinnovati dal 1° gennaio 2026.
La misura garantirà allo Stato 115 milioni di euro, ma il peso ricadrà sugli assicurati. I premi Rc auto sono già in forte crescita: rispetto al 2022, il costo medio di una polizza è aumentato del 17,5%, passando da 353 a 415 euro, con un incremento di oltre 60 euro a contratto.
Sanzioni stradali congelate
L’unico segnale positivo arriva dal capitolo multe. Il decreto Milleproroghe ha bloccato l’adeguamento automatico degli importi, evitando un aumento medio del 2% previsto dal 1° gennaio.
Senza questo stop, sanzioni come divieto di sosta, accesso alle Ztl, eccesso di velocità o uso del cellulare alla guida sarebbero diventate più salate.
Si tratta del terzo congelamento consecutivo degli aumenti: l’ultimo rialzo risale al 2019. Una boccata d’ossigeno per gli automobilisti, che però rischia di essere ampiamente compensata dai rincari su carburanti e assicurazioni.

