Pubblicato il 7 Novembre 2025
L’iniziativa dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica
Ogni sigaretta ruba in media 20 minuti di vita — 22 per le donne e 17 per gli uomini — e le patologie legate al fumo causano ogni anno 93mila decessi solo in Italia. Un bilancio drammatico, a cui si aggiunge un impatto economico di oltre 24 miliardi di euro l’anno per il Servizio sanitario nazionale.
Sono questi i numeri che spingono l’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), insieme a Fondazione Airc, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione Aiom, a promuovere una raccolta firme per una proposta di legge popolare contro il fumo.
L’obiettivo è incrementare di 5 euro il prezzo del pacchetto di sigarette, così da introdurre un “prezzo frena-consumi” e ridurre il numero di fumatori in Italia.
Verso una legge per disincentivare il fumo
L’iniziativa, presentata al Senato alla vigilia del XXVII Congresso Nazionale AIOM, mira a raccogliere 50mila firme entro la primavera per poter portare la proposta in Parlamento.
Come ricordato dalla vicepresidente del Senato Mariolina Castellone, con questa soglia raggiunta, il Parlamento sarà obbligato a discutere la proposta entro tre mesi.
La legge punta a incrementare le accise su tutte le tipologie di prodotti del tabacco, comprese sigarette elettroniche e tabacco riscaldato, per finanziare la prevenzione oncologica e rafforzare il Servizio sanitario nazionale.
Benefici attesi e sostegno dell’opinione pubblica
Secondo le stime AIOM, un aumento di 5 euro a pacchetto porterebbe un risparmio sanitario di 12 miliardi di euro, da destinare alla prevenzione e alla ricerca.
Una misura che incontra anche il favore dei cittadini: il 60% degli italiani si dice favorevole a un incremento del prezzo delle sigarette, secondo un sondaggio Doxa.
Il presidente di AIOM, Franco Perrone, ha spiegato che «il governo si trova spesso bloccato da interessi contrapposti», ma ha sottolineato che “93mila morti l’anno non possono essere ignorati”.
Secondo Perrone, l’aumento del prezzo non danneggerebbe l’economia, anzi ridurrebbe il carico delle malattie, liberando risorse per tutto il sistema sanitario.
Il rischio delle e-cig e i falsi miti del tabacco
Anche i nuovi dispositivi non sono privi di pericoli. Come evidenzia Giulia Veronesi della Fondazione Veronesi, “le sigarette elettroniche aumentano il rischio di tumori, malattie polmonari e cardiovascolari”, e la nicotina crea dipendenza nei giovani, diventando un ponte verso il fumo tradizionale.
La professoressa Maria Sofia Cattaruzza dell’Università “Sapienza” di Roma ha inoltre ribadito che è necessario “sfatare i falsi miti promossi dall’industria del tabacco”: studi internazionali dimostrano che l’aumento del prezzo delle sigarette non riduce le entrate fiscali né incrementa il commercio illegale.
Italia tra i Paesi con accise più basse d’Europa
Un altro dato significativo riguarda le tasse sui prodotti del tabacco: in Italia, l’accisa media è di 3,19 euro a pacchetto, contro i 7,45 euro della Francia e i 9,92 dell’Irlanda, due Paesi che negli ultimi anni hanno introdotto forti rincari registrando una netta riduzione del numero di fumatori abituali.
L’AIOM e le fondazioni promotrici sottolineano che investire nella prevenzione significa salvare vite e ridurre i costi sanitari, e che il momento di un intervento concreto contro il tabagismo nel nostro Paese è ormai non più rinviabile.

