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Oltre 850mila euro nascosti nei muri: maxi sequestro in un appartamento nel Napoletano

Pubblicato il 17 Febbraio 2026

La scoperta choc a Sant’Antonio Abate

Un vero e proprio tesoro occultato tra le pareti di casa. È quanto hanno scoperto i carabinieri in un appartamento di Sant’Antonio Abate, in provincia di Napoli, dove sono stati rinvenuti più di 850mila euro in contanti, accuratamente nascosti in scomparti ricavati nella porta d’ingresso e in una controsoffittatura.

Per contare l’ingente somma, composta quasi interamente da banconote da 50 euro, i militari hanno impiegato ore, terminando le operazioni solo alle prime luci dell’alba. Il totale sequestrato ammonta a 852.930 euro, una cifra che difficilmente può essere giustificata come semplice risparmio domestico.

L’uomo era già ai domiciliari per droga

Il denaro è stato trovato nell’abitazione di F.S., 50 anni, già sottoposto agli arresti domiciliari per reati legati agli stupefacenti. I controlli erano stati avviati proprio per verificare l’eventuale presenza di droga o la prosecuzione dell’attività di spaccio.

I carabinieri della Compagnia dei Carabinieri di Castellammare di Stabia hanno perlustrato l’appartamento con estrema attenzione, ispezionando ogni ambiente alla ricerca di possibili nascondigli. Di sostanze stupefacenti, però, nessuna traccia.

Il denaro nascosto nella porta e nel soffitto

La svolta è arrivata durante il controllo della porta d’ingresso. Smontando un’intercapedine, i militari si sono trovati davanti a un ingente quantitativo di banconote, confezionate sottovuoto in buste di plastica per proteggerle da umidità e deterioramento.

Ulteriori somme sono state rinvenute nella controsoffittatura, insieme a fogli manoscritti che sembrerebbero riportare annotazioni riconducibili a una possibile attività di spaccio. Un dettaglio che rafforza il sospetto sull’origine illecita del denaro.

Denuncia e sequestro

L’intera somma è stata posta sotto sequestro. Per il 50enne è scattata la denuncia con l’accusa di ricettazione.

Un ritrovamento che evidenzia ancora una volta come, dietro insospettabili strutture domestiche, possano celarsi ingenti capitali di dubbia provenienza.

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