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Omicidio a Livorno, fermato un uomo per la morte di Francesco Lassi

Pubblicato il 27 Febbraio 2026

Individuato il presunto responsabile

Ha un nome il presunto autore dell’omicidio di Francesco Lassi, l’agente di commercio di gioielli di 55 anni ucciso nel pomeriggio di giovedì 26 febbraio a Livorno.

La polizia ha fermato Luigi Amirante, 47 anni, di origini napoletane ed ex collaboratore di giustizia, rintracciato e bloccato nella zona del porto cittadino. Secondo le prime ricostruzioni investigative, il delitto sarebbe avvenuto al culmine di una lite, ma le indagini sono ancora in corso per chiarire con precisione dinamica e responsabilità.

Le coltellate nell’ufficio di via Grande

L’aggressione è avvenuta all’interno dell’ufficio utilizzato da Lassi, situato in una stanza di uno studio di commercialisti in via Grande. Il 55enne è stato trovato in una pozza di sangue, con almeno due ferite da arma da taglio: una all’addome e una al costato.

Nello studio erano presenti altre persone, anche se non nella stanza della vittima. Sarebbero stati proprio alcuni presenti, insospettiti dai rumori e dal trambusto, a lanciare l’allarme dopo aver scoperto il corpo.

La fuga e il fermo nella zona del porto

Il sospettato sarebbe stato individuato poco dopo in via Mastacchi, nell’area portuale. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo avrebbe colpito Lassi al termine di una trattativa per la compravendita di gioielli degenerata in lite.

Dopo l’aggressione si sarebbe dato alla fuga a bordo di una Toyota Yaris grigia. Fondamentale il contributo di un testimone, che è riuscito a fornire agli agenti il numero di targa dell’auto. Nel giro di meno di due ore la polizia è riuscita a intercettare e bloccare il 47enne.

La versione del fermato

Interrogato dal sostituto procuratore Niccolò Volpe, Amirante avrebbe ammesso in parte le proprie responsabilità. Secondo la sua versione, ora al vaglio degli inquirenti, avrebbe agito per difendersi.

Gli investigatori stanno verificando il suo racconto attraverso testimonianze e l’analisi delle immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona.

Chi era Francesco Lassi

Francesco Lassi era originario di Pistoia e nel 2022 si era candidato al Consiglio comunale con il Movimento 5 Stelle.

A ricordarlo con parole di profondo dolore è stato Nicola Maglione, che in quell’occasione era capolista del movimento: “Era il mio migliore amico, sono sconvolto. Francesco era una bravissima persona”, ha dichiarato, esprimendo incredulità per quanto accaduto.

Lassi non era titolare dello studio dove si è consumato il delitto, ma utilizzava un locale al suo interno per la propria attività professionale. Alla moglie aveva parlato di un appuntamento di lavoro fissato per quel pomeriggio.

Le testimonianze decisive

Determinante per le indagini è stato il contributo di alcune persone presenti nei pressi del palazzo subito dopo l’aggressione.

Una donna ha raccontato di aver visto un uomo fuggire di corsa, con il cappuccio alzato, mentre dal giubbotto fuoriusciva l’imbottitura, lasciando dietro di sé una scia di piume. Un residente ha riferito di esserselo trovato davanti per un attimo all’ingresso del portone, senza però riuscire a distinguerne chiaramente i tratti a causa degli occhiali da sole.

Un’altra testimone, alla fermata dell’autobus, ha dichiarato di aver notato l’uomo mentre si allontanava verso il porto, come se stesse nascondendo qualcosa sotto il giubbotto, forse un coltello.

Le indagini proseguono per ricostruire con esattezza ogni fase dell’accaduto e accertare le responsabilità nel rispetto delle garanzie previste dalla legge.

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