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Omicidio di Copertino. Il Tribunale dispone una doppia perizia sulle condizioni di salute del presunto killer

Pubblicato il 18 Ottobre 2022

Arriva una nuova svolta sull’omicidio di Copertino, quello relativo all’assassinio dell’ex maresciallo dei carabinieri, in pensione al momento dei fatti, Silvano Nestola. La sera del 3 maggio 2021, il 45enne salentino fu raggiunto da quattro colpi di fucile fuori dall’abitazione della sorella, nei paraggi della sua auto. L’ex maresciallo era andato a cena dalla sorella insieme al figlio di 11 anni. Un dramma per tutta la comunità salentina, un mistero aperto per molti mesi per tutto il Paese. Le prime indagini e i primi sospetti che diventano realtà e la svolta qualche mese fa. Finisce sotto processo, infatti, Michele Aportone, 71enne di San Donaci che, stando a quanto ricostruito dagli inquirenti, era contrario alla relazione tra sua figlia e la vittima ed era quindi il primo indiziato in quanto killer di Nestola. L’ex carabiniere, maresciallo in pensione, e la figlia di Aportone, avevano da tempo una relazione, ma i genitori di lei non la vedevamo di buon occhio, in quanto credessero fosse la causa della separazione della donna con l’ex marito. Oggi, è arrivata una nuova svolta nel caso dell’omicidio di Copertino. I legali della difesa hanno sorpreso tutti ed hanno chiesto due perizie per accertare se il presunto killer sia in grado di testimoniare e se le sue condizioni di salute siano compatibili con la detenzione carceraria.

Omicidio di Copertino, processo aggiornato al 22 dicembre

Si è aperto così il processo davanti ai giudici della Corte d’Assise di Lecce a carico di Aportone. La doppia perizia è stata disposta dai giudici su richiesta del difensore dell’imputato, l’avvocato Francesca Conte. Quest’ultima, durante la prima udienza che si è tenuta appunto questa mattina, sulle condizioni di salute del suo assistito, ha quindi affermato: “Le condizioni di salute di quest’uomo sono precipitate al punto che non gli consentono di stare neppure in giudizio”. Aportone risponde di omicidio volontario, aggravato dai motivi abietti e futili. Inizialmente era stata indagata a piede libero anche la moglie, accusata di concorso nell’omicidio, ma la sua posizione è stata poi archiviata. Il movente dell’omicidio di Copertino, secondo gli inquirenti, come detto, sarebbe da ricercare in una relazione tra la figlia di Aportone con la vittima, rapporto che era stato contrastato dai genitori e che era poi cessato. A incastrare il 71enne, stando alle indagini, furono gli accertamenti condotti sugli spostamenti, proprio la sera del 3 maggio, di un furgone e di uno scooter, poi trovato bruciato e fatto in pezzi. Il processo sull’omicidio di Copertino è stato aggiornato al prossimo 20 dicembre 2022.