Pubblicato il 10 Settembre 2025
L’omicidio che ha scosso l’America
La morte di Iryna Zarutska, rifugiata ucraina di 23 anni, uccisa a coltellate lo scorso mese da Decarlos Brown, 34 anni, in un vagone della metropolitana di Charlotte (North Carolina), non è solo una tragedia ma anche un evento che ha assunto un forte peso politico.
Trump invoca la pena di morte
Il presidente americano Donald Trump è intervenuto direttamente sulla vicenda, commentando con durezza sul suo social Truth.
Secondo Trump, l’omicida, definito “un animale che ha ucciso violentemente una bellissima ragazza ucraina venuta in America in cerca di pace e sicurezza”, dovrebbe affrontare un processo rapido e ricevere la pena di morte. Per l’ex presidente non ci sono alternative.
Le accuse ai democratici
Già qualche ora prima, Trump aveva accusato i democratici di favorire la criminalità con le loro politiche.
L’ex presidente ha ricordato che Brown era un criminale abituale, arrestato e rilasciato su cauzione ben 14 volte senza pagamento. “Cosa ci faceva libero?”, ha scritto, aggiungendo che “il sangue della ragazza è sulle mani dei democratici che rifiutano di fermare i criminali”.
Le immagini dell’omicidio, diventate virali sui social, hanno alimentato il dibattito, soprattutto nei circoli conservatori, che accusano i media tradizionali di aver minimizzato l’accaduto.
La dinamica dell’omicidio
Il delitto si è consumato il 22 agosto, quando Iryna si trovava in un vagone della metropolitana di Charlotte.
Nei filmati diffusi dal Charlotte Area Transit System si vedono i momenti in cui Brown si scaglia contro la ragazza, colpendola ripetutamente al collo. La giovane, sorpresa mentre era seduta e controllava il cellulare, si è accasciata in una pozza di sangue sotto gli sguardi indifferenti degli altri passeggeri.
Nonostante i soccorsi immediati, per lei non c’è stato nulla da fare. Brown, senza fissa dimora e con precedenti penali, è stato arrestato poche ore dopo a una fermata dell’autobus.
Le indagini hanno confermato che non esisteva alcun legame tra vittima e aggressore: l’attacco è apparso come un gesto improvviso e privo di motivazioni.

