Pubblicato il 8 Gennaio 2026
Fermato un presunto responsabile, sarebbe un agente della polizia locale
Potrebbe esserci una svolta decisiva nel caso di Sergiu Tarna, il barista moldavo di 25 anni trovato morto il 31 dicembre in un terreno agricolo a Malcontenta di Mira, nel Veneziano.
Nella mattinata di giovedì 8 gennaio, è stato arrestato il presunto autore del delitto. Secondo quanto riportato dalla stampa locale, si tratterebbe di un agente della polizia locale di Venezia. In attesa di conferme ufficiali, gli inquirenti si preparano a chiarire i dettagli nel corso di una conferenza stampa in Procura.
Il corpo trovato nei campi, colpito da un proiettile alla testa
Il cadavere del giovane era stato rinvenuto dai carabinieri in un’area agricola, con una ferita d’arma da fuoco alla testa. Gli accertamenti hanno indicato che il colpo sarebbe stato esploso alla tempia, risultando fatale.
Restano però ancora diversi interrogativi sul movente. In questi giorni sono state valutate più ipotesi, dalla lite degenerata a un possibile regolamento di conti, con particolare attenzione a una pista legata a un presunto debito non saldato.
“Ragazzo educato e sempre gentile”: il ricordo di chi lo conosceva
Chi lavorava con lui lo descrive come una persona tranquilla, educata e molto professionale. Da circa due anni era impiegato nel bar “da Moretta”, nel centro di Mestre, gestito da una connazionale.
Nei locali della zona era conosciuto e benvoluto: spesso, a fine turno, si fermava nei bar vicini per mangiare qualcosa o bere un drink. In molti lo ricordano sempre in camicia bianca e con il papillon, con modi cordiali e rispettosi. Tuttavia, secondo alcuni testimoni, nell’ultimo periodo il clima attorno al locale era diventato più teso.
La rissa di novembre e i provvedimenti sul locale
A metà novembre si era verificato un episodio particolarmente grave: la sera del 15 novembre era scoppiata una violenta rissa davanti al bar, nella quale era rimasta coinvolta anche la titolare, che aveva poi dovuto ricorrere alle cure ospedaliere.
Sul posto erano intervenute più forze dell’ordine, tra cui polizia, polizia locale ed esercito, avviando un’indagine articolata.
Il 3 dicembre erano scattati due provvedimenti distinti: da un lato la sospensione della licenza del locale per 15 giorni, dall’altro cinque denunce e un arresto, quello di un cittadino tunisino fermato a Ventimiglia mentre tentava di lasciare il Paese, già noto per precedenti legati anche allo spaccio di cocaina.
L’ultimo lavoro e le parole dell’amico
Negli ultimi giorni prima della morte, fino alla sera del 30 dicembre, Sergiu aveva lavorato anche in un altro locale, il bar Esquilino di Mestre, insieme all’amico Alessandro.
“Cercava sempre qualche turno in più per coprire le spese, una bolletta, la spesa quotidiana. Era bravo nel suo lavoro, affidabile, lo avremmo tenuto volentieri”, ha raccontato l’amico.
Le indagini ora puntano a ricostruire con precisione il contesto e le responsabilità, mentre l’arresto di queste ore potrebbe rappresentare un passaggio chiave per fare piena luce sull’omicidio del giovane barista.

