Pubblicato il 19 Febbraio 2025
Un’ingente operazione patrimoniale è stata messa a segno dai militari della Guardia di Finanza di Latina, che hanno eseguito un decreto di sequestro di beni, finalizzato alla confisca, per un valore complessivo superiore a 1 milione di euro. Il provvedimento, disposto dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Roma su richiesta della Procura della Repubblica di Latina, ha colpito un imprenditore originario della Campania, residente in provincia di Latina, e alcuni suoi familiari.
Indagini sul patrimonio: sproporzione tra redditi e beni posseduti
L’attività investigativa delle Fiamme Gialle è partita nell’ambito di una mappatura dei soggetti con precedenti specifici in reati economico-finanziari nel territorio pontino. Gli approfondimenti hanno fatto emergere la pericolosità sociale del soggetto destinatario del sequestro e dei suoi congiunti, nonché un’evidente sproporzione tra i beni posseduti e i redditi dichiarati.
L’uomo risulta imputato per gravi reati in ambito societario e fiscale, tra cui bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale. Gli accertamenti patrimoniali, portati avanti dai Finanzieri della Compagnia di Terracina, hanno fatto scattare la richiesta di applicazione della misura di prevenzione antimafia, finalizzata a colpire patrimoni ritenuti frutto di attività illecite.
Sigilli a immobili e partecipazioni societarie
Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, i militari hanno sequestrato cinque immobili di valore, situati nei comuni di:
- Latina
- Sabaudia
- Priverno
Oltre agli immobili, sono state poste sotto sequestro anche quote di società riconducibili all’imprenditore e ai suoi familiari, per un valore stimato di oltre 1 milione di euro. L’amministratore giudiziario, nominato dal Tribunale, è già stato immesso nel possesso dei beni.
Presunzione di innocenza e prossimi sviluppi
Il provvedimento adottato rientra nell’ambito delle misure di prevenzione patrimoniale previste dalla normativa antimafia, che consente di colpire patrimoni sospetti, anche in assenza di una condanna definitiva, qualora emerga una discrepanza tra beni posseduti e redditi leciti.
Sarà ora compito dell’imprenditore dimostrare la provenienza lecita dei beni sequestrati. In caso contrario, questi saranno definitivamente confiscati e sottratti al circuito della criminalità economica, per essere destinati alla collettività.
Impegno della Guardia di Finanza nella lotta ai patrimoni illeciti
L’operazione rappresenta un ulteriore esempio dell’impegno costante delle Fiamme Gialle nella tutela della legalità economico-finanziaria del territorio pontino, attraverso la sistematica aggressione dei patrimoni accumulati illegalmente. Il contrasto all’economia sommersa e alle infiltrazioni criminali nel tessuto produttivo locale rimane una priorità per la Guardia di Finanza, che prosegue nella sua azione di difesa della sana concorrenza e del libero mercato.

