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Ordigno della Prima guerra mondiale esplode in un magazzino, morto un 56enne nel Trevigiano

Pubblicato il 15 Gennaio 2026

La vittima maneggiava un proiettile storico detenuto illegalmente

Tragedia a Valdobbiadene, in provincia di Treviso, dove Attilio Frare, 56 anni, ha perso la vita nel primo pomeriggio di mercoledì 14 gennaio a causa dell’esplosione di un ordigno risalente alla Prima guerra mondiale che custodiva illegalmente nel suo ricovero attrezzi.

L’uomo, imbianchino in pensione e appassionato di reperti bellici, stava operando su un proiettile d’artiglieria da 100 millimetri, probabilmente di fabbricazione austriaca, quando qualcosa è andato storto e l’artefatto è detonata.

L’esplosione nel piccolo laboratorio accanto a casa

Secondo le prime ricostruzioni, l’esplosione è avvenuta poco dopo le 13, all’interno di un magazzino utilizzato come laboratorio, situato a breve distanza dall’abitazione della vittima. Frare stava cercando di rimuovere la polvere da sparo dal proiettile, ma l’operazione si è trasformata in un incidente fatale.

La deflagrazione non gli ha lasciato scampo, causando ferite gravissime che hanno portato al decesso immediato.

L’allarme lanciato dalla compagna e l’intervento dei soccorsi

A sentire il boato è stata la compagna dell’uomo, di origine brasiliana, che è corsa verso il magazzino trovando il corpo ormai senza vita. Subito è stato dato l’allarme e sul posto sono arrivati elicottero del Suem 118, ambulanza e automedica, ma per i sanitari non c’era più nulla da fare.

L’area è stata quindi messa in sicurezza dagli artificieri della Questura di Treviso, con il supporto di vigili del fuoco e carabinieri.

Scoperto un vero e proprio arsenale nel garage

Durante i controlli, le forze dell’ordine hanno trovato decine di ordigni e involucri bellici all’interno del magazzino, configurando un vero e proprio arsenale da collezione. La Procura di Treviso ha disposto il sequestro dell’intero garage, in attesa delle verifiche tecniche.

Gli artificieri torneranno per catalogare e valutare la pericolosità di tutto il materiale esplosivo, per stabilire se altri ordigni possano essere ancora attivi.

La conferma ufficiale sulla dinamica dell’incidente

A confermare quanto accaduto è stato anche il comandante della compagnia dei carabinieri di Vittorio Veneto, che ha spiegato come l’uomo fosse solo nel garage e che l’esplosione sia stata causata da un errore durante la manipolazione dell’ordigno.

Secondo gli investigatori, la presenza di numerosi reperti bellici indica che la raccolta di ordigni era una vera passione personale, ma estremamente pericolosa e totalmente illegale, con conseguenze che si sono rivelate purtroppo fatali.

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