Pubblicato il 18 Giugno 2025
Un gesto brutale in un pomeriggio d’estate
Due colpi mortali con un’accetta da boyscout: uno al petto, l’altro alla nuca. Così è morta Teresa Sommario, 52 anni, originaria di Racale, nel primo pomeriggio di una calda giornata di fine primavera. A compiere il delitto è stato il figlio maggiore, Filippo Manni, 21 anni, che ha confessato il crimine fornendo una ricostruzione lucida e dettagliata dei momenti più tragici dell’aggressione.
L’episodio, tanto feroce quanto apparentemente immotivato, è nato da un banale rimprovero, lasciando sgomenti perfino gli investigatori.
La dinamica dell’omicidio
Sebbene il ragazzo abbia parlato di due fendenti, i soccorritori e i carabinieri, giunti nell’abitazione di via Toscana, hanno trovato il corpo della donna immerso nel sangue. Sarà l’autopsia, affidata al medico legale Alberto Tortorella e prevista per venerdì 20 giugno, a stabilire il numero esatto dei colpi inferti e a chiarire quale sia stato quello fatale.
Al di là dei risultati clinici, la comunità è sconvolta per una tragedia che ha colpito senza alcun preavviso apparente.
Una famiglia apparentemente normale
Nessun segnale evidente di disagio familiare. All’esterno, la famiglia sembrava vivere una normalità serena, senza dinamiche preoccupanti. Solo negli ultimi tempi, qualcuno avrebbe notato comportamenti insoliti da parte del giovane Filippo, ma nulla che lasciasse presagire un epilogo così drammatico.
Il movente: un gesto impulsivo
Filippo Manni, studente universitario di Economia a Roma, era da poco rientrato a Racale in occasione della festa di San Sebastiano. Secondo quanto emerso dall’interrogatorio con il PM Simona Rizzo, il giovane avrebbe manifestato una crescente insofferenza verso la madre, soprattutto in seguito a rimproveri legati a comportamenti quotidiani.
I litigi erano descritti come banali, simili a quelli presenti in tante famiglie. Ma qualcosa, ieri pomeriggio, è scattato: al rientro in casa, Filippo non avrebbe salutato, e la madre, impegnata in smart working per la Cnh Industrial di Lecce, lo avrebbe ripreso. Da lì, il cortocircuito mentale: il giovane avrebbe impugnato l’accetta delle sue vecchie esercitazioni scout e si sarebbe diretto nella stanza per colpirla.
La confessione e i vuoti di memoria
Il ragazzo ha poi confessato, fornendo un racconto coerente nei momenti salienti, pur con alcuni vuoti nelle fasi immediatamente precedenti e successive all’omicidio, avvenuto poco prima delle 15.
A trovare il corpo, il fratello
La scoperta del corpo è toccata a uno dei due fratelli gemelli, figli di Teresa e dell’architetto Daniele Manni, assessore ai Lavori pubblici del Comune, da cui la donna era separata. Sentiti i rumori, il giovane è sceso dal piano superiore, trovandosi davanti una scena agghiacciante. Ha immediatamente allertato i soccorsi, ma ogni tentativo di salvare la madre si è rivelato inutile.
Le indagini e il prossimo interrogatorio
Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Casarano e del Nucleo investigativo di Lecce, supportati dalla scientifica. Il corpo di Teresa Sommario si trova attualmente presso la camera mortuaria dell’ospedale “Vito Fazzi”.
L’interrogatorio di garanzia di Filippo Manni, assistito dall’avvocato Francesco Fasano, è previsto per domani a mezzogiorno davanti alla giudice per le indagini preliminari Valeria Fedele.

