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Pacchi extra Ue, il governo valuta lo stop alla tassa da 2 euro ma è previsto un aumento

Pubblicato il 6 Febbraio 2026

Verso l’allineamento con il dazio europeo

Il Governo Meloni sta valutando la sospensione della tassa nazionale da 2 euro sui piccoli pacchi provenienti da Paesi extra Unione Europea, con l’obiettivo di uniformarsi al nuovo dazio europeo da 3 euro che entrerà in vigore a luglio.

La possibile modifica arriverebbe attraverso un emendamento al decreto Milleproroghe, attualmente all’esame della Camera, e punterebbe a evitare sovrapposizioni tra la misura italiana e quella comunitaria.

La tassa introdotta con la manovra

La Legge di Bilancio 2026 aveva previsto un contributo fisso di 2 euro per ogni spedizione e-commerce di valore fino a 150 euro proveniente da Paesi extra-Ue, con entrata in vigore dal 1° gennaio.

Tuttavia, l’Agenzia delle Dogane ha disposto una fase transitoria: le spedizioni devono essere registrate, ma il pagamento è stato rinviato al 15 marzo, senza applicazione di sanzioni per i mesi di gennaio e febbraio.

Fin dall’inizio, esperti e operatori della logistica hanno sollevato dubbi sulla misura, evidenziando il rischio di conflitto con le normative europee sui dazi, che rientrano nella competenza esclusiva dell’Unione. Sono emerse anche criticità operative per i corrieri, con effetti concreti sul traffico merci.

Secondo gli addetti ai lavori, alcuni voli cargo avrebbero iniziato a evitare gli scali italiani, preferendo altri hub europei. La merce verrebbe poi inoltrata in Italia via gomma o ferro, sfruttando il principio del mercato unico europeo, che consente la libera circolazione delle merci una volta entrate in uno Stato membro.

L’emendamento e il possibile rinvio

Forza Italia ha presentato un emendamento al Milleproroghe per posticipare l’applicazione della tassa italiana al 1° luglio 2026, data che coinciderebbe con l’entrata in vigore del dazio europeo da 3 euro.

L’intento dichiarato è evitare duplicazioni e rendere la misura nazionale di fatto superflua fino all’armonizzazione con il sistema comunitario.

Cosa cambia per chi acquista online

Per i consumatori che comprano prodotti da Cina, Stati Uniti o Regno Unito, la tassa da 2 euro resta per ora sospesa, in attesa dell’eventuale approvazione dell’emendamento.

Da luglio, però, dovrebbe scattare il dazio europeo da 3 euro su tutti i piccoli pacchi extra-Ue. L’impatto finale sui prezzi dipenderà da come piattaforme di e-commerce e corrieri decideranno di assorbire o trasferire il nuovo costo sugli acquirenti.

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