Pubblicato il 1 Febbraio 2026
Il cuore spezzato di chi ha perso la propria casa
“Oggi è crollato anche il mio cuore, quella casa era il nostro focolare. L’avevamo voluta così e io ne avevo curato ogni dettaglio”, racconta l’architetto Roberto Palumbo, proprietario della palazzina di tre piani precipitata ieri nel centro di Niscemi. L’edificio era considerato un simbolo della zona colpita dalla frana.
Palumbo ricorda con dolore: “C’era tutta la nostra vita lì dentro: i miei figli, mia moglie… ora lei non c’è più. Se n’è andato un pezzo enorme del nostro mondo”. Fortunatamente, alcune cose fondamentali sono state salvate: il cane, le auto, le foto, le lettere e i quadri. I mobili, invece, si potranno ricomprare.
Una costruzione solida e regolare
La casa era stata costruita nel 1974 seguendo criteri antisismici, su progetto dello stesso Palumbo. “Ha resistito quasi miracolosamente fino a ieri, ma era inevitabile che crollasse”, spiega l’architetto.
Contrariamente ad alcune supposizioni, non si è trattato di abusivismo. L’edificio, come gli altri realizzati dallo stesso Palumbo nella zona, era edificato con regolare concessione edilizia e progettato per durare nel tempo. L’architetto, oggi 76enne, aveva vissuto lì per oltre cinquant’anni insieme ai suoi figli, nati e cresciuti nella casa.
Un disastro annunciato
Palumbo definisce il crollo un disastro annunciato. Secondo lui, già dalla frana del 1997 si sapeva che la zona era a rischio. “Abbiamo presentato istanze per la demolizione delle case abbandonate, il consolidamento del costone e interventi per il drenaggio delle acque, ma nulla è stato fatto”, denuncia.
L’architetto accusa le istituzioni: “Non c’è stato abusivismo qui, ma solo negligenza, strafottenza e incompetenza da parte degli organi competenti. Stavolta qualcuno deve rispondere”.
Legame con il territorio
Nonostante la tragedia, Palumbo non ha intenzione di lasciare Niscemi. “Qui sono nato, qui ho cresciuto i miei figli e costruito la nostra casa con un grande giardino. Io resterò”, afferma con determinazione. Fonte: Ansa

