Pubblicato il 20 Maggio 2025
L’episodio dopo un rimprovero rivolto al figlio
Un grave episodio di violenza ha avuto luogo alla scuola Lombardo Radice di Palermo, dove una madre ha aggredito fisicamente una maestra di italiano e due collaboratori scolastici Ata, in seguito a un rimprovero rivolto al figlio da parte dell’insegnante.
La dinamica dell’aggressione
Secondo la ricostruzione dei fatti, il figlio della donna avrebbe spinto un compagno disabile durante un momento di gioco. L’insegnante, nel rispetto del proprio ruolo educativo, ha richiamato il bambino chiedendogli maggiore attenzione e sensibilità verso i compagni più fragili.
Questo intervento ha suscitato la reazione dei genitori che, giovedì scorso, si sono recati a scuola. Il padre è stato fermato all’ingresso, mentre la madre è riuscita a entrare nell’edificio.
Una volta dentro, ha affrontato la maestra tentando di spingerla giù per le scale. Solo l’intervento di tre collaboratori scolastici ha evitato conseguenze ancora più gravi. Tuttavia, due di loro hanno riportato ferite nel tentativo di fermare la donna e sono stati medicati con una prognosi di sei giorni, mentre per la docente la prognosi è stata di tre giorni.
Denuncia e appello delle istituzioni scolastiche
L’aggressione è stata segnalata tramite una lettera ufficiale indirizzata all’Ufficio scolastico regionale, al sindaco e al ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara. In seguito, il dirigente scolastico Francesco Paolo Camillo ha sporto formale denuncia ai carabinieri.
Un problema sempre più diffuso
“Situazioni del genere non devono accadere in nessuna scuola”, affermano i rappresentanti dell’istituto. “Gli alunni non devono essere esposti a simili pericoli e il personale scolastico ha il diritto di lavorare in sicurezza”.
Dal corpo docente arriva anche un grido d’allarme: negli ultimi anni i rapporti con alcuni genitori si sono deteriorati al punto da rendere l’ambiente scolastico ostile, con aggressioni verbali e, sempre più spesso, anche fisiche.
“Il genitore pretendeva un colloquio immediato con l’insegnante, ma era stato comunicato che sarebbe stato fissato un appuntamento. Questa risposta non è stata accettata e si è scatenata l’aggressione”, concludono dalla scuola.

