Pubblicato il 8 Luglio 2025
Un gruppo aggredisce lo staff per una lite su un cassonetto
Nel pomeriggio di ieri, 7 luglio, la “Cioccolateria Lorenzo” di via 4 Aprile, a due passi dal palazzo Palagonia e dagli uffici del sindaco Roberto Lagalla, è stata teatro di un grave episodio di violenza. Un gruppo di persone ha fatto irruzione nel locale aggredendo alcuni dipendenti, secondo quanto riportato dalla titolare, Roberta Milazzo.
La scintilla dell’aggressione pare essere stata una discussione sulla posizione di un cassonetto, ma per Milazzo la violenza non è stata casuale.
“L’obiettivo era Enzo, ma non era presente”
In un lungo post sui social, la titolare racconta i dettagli dell’accaduto. “L’obiettivo sarebbe stato Enzo”, uno dei volti più noti del locale, che però si trovava altrove. “La rabbia si è riversata su chi c’era: Peppe, Chiara, Peppino e Giovi”, scrive Milazzo.
I dipendenti, colti di sorpresa e impauriti, si sono barricati all’interno per proteggersi. Nessuno ha riportato ferite gravi, ma lo shock è stato forte e ha lasciato il segno.
“Siamo sfiniti: oggi il locale non apre”
La decisione è arrivata dopo una notte difficile: “Tra il pronto soccorso, le ore in caserma, e la fatica di affrontare la paura, oggi abbiamo deciso di non aprire”. È la prima chiusura dal dicembre 2011, data di apertura della cioccolateria.
“Ci sentiamo sfiniti”, scrive la titolare, che ha voluto comunicare la sospensione dell’attività con un messaggio rivolto alla propria comunità: clienti, amici e vicini che da anni frequentano il locale.
“Siamo una famiglia, non solo un’impresa”
La titolare sottolinea il forte legame che unisce lo staff: “Siamo un’azienda strana. Per noi, lavoro, amicizia e relazioni personali spesso si intrecciano. Così siamo nati, così siamo cresciuti”.
Ma ora, insieme al dolore, cresce anche l’incertezza: “C’è preoccupazione, paura, senso di impotenza”, ammette Milazzo. Pur riconoscendo la solidarietà ricevuta dalla comunità locale, emerge un interrogativo inquietante: “Quando questa attenzione finirà, cosa succederà? Le minacce sono finite o torneranno all’improvviso, quando nessuno se lo aspetta?”.
La cioccolateria rimane, per ora, chiusa. E Palermo si interroga sul clima che può generare episodi di tale violenza.

