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Panico su volo EasyJet per Glasgow: urla minacciose “Morte all’America, Allahu Akbar” e falso allarme bomba

Pubblicato il 28 Luglio 2025

Terrore a bordo mentre il presidente USA si trova in Scozia

Momenti di paura sul volo EasyJet EZY609, partito la mattina di domenica 27 luglio dall’aeroporto di Londra Luton e diretto a Glasgow, in Scozia. Un passeggero ha seminato il panico tra i presenti urlando frasi minacciose come “Allahu Akbar, morte a Trump e all’America” e sostenendo di aver piazzato una bomba sull’aereo.

L’episodio è avvenuto mentre il presidente degli Stati Uniti si trovava proprio in Scozia, per un incontro con la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen.

L’intervento dei passeggeri e la scena ripresa in video

Un video girato con uno smartphone da un passeggero mostra l’uomo, visibilmente agitato, in piedi nella parte posteriore dell’aereo, mentre grida in tono minaccioso e ordina: “Fermate l’aereo. Trovate la bomba”.

Pochi istanti dopo, alcuni passeggeri intervengono e lo immobilizzano a terra. Subito dopo, anche il personale di bordo si è attivato per contenere la situazione, bloccando l’individuo fino all’atterraggio.

Aereo in emergenza e arresto all’arrivo a Glasgow

Il velivolo, un Airbus A319, si trovava già nei pressi di Glasgow quando l’allarme è stato lanciato. Il personale di bordo ha dichiarato l’emergenza, e all’atterraggio la polizia scozzese è salita immediatamente a bordo.

L’uomo, un 41enne di cui non sono state rese note le generalità, è stato arrestato sul posto. Le autorità hanno confermato che non è stato trovato alcun ordigno a bordo, ma sono in corso indagini da parte dell’antiterrorismo, con particolare attenzione ai motivi del gesto e alle condizioni psicologiche dell’uomo.

Nessun ferito, ma indagini ancora in corso

L’episodio si è concluso senza feriti, ma ha lasciato sotto shock passeggeri e equipaggio. Al momento non si esclude alcuna pista, né quella ideologica, né quella legata a un possibile disequilibrio mentale.

Le autorità britanniche e scozzesi continuano a monitorare il caso con la massima attenzione, soprattutto per via del delicato contesto politico internazionale in cui si è verificato l’episodio.

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