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E’ di Federica il corpo ritrovato sotto terra nell’azienda del marito. L’uomo è accusato di omicidio

Sul caso di Anguillara emergono nuovi elementi: Claudio Carlomagno è in carcere, accusato dell’omicidio della moglie Federica Torzullo, trovata sotterrata nel terreno dell’azienda del marito. Al vaglio tracce e presunti depistaggi

Pubblicato il 19 Gennaio 2026

Il quadro investigativo sul caso di Anguillara si sta componendo pezzo dopo pezzo. Claudio Carlomagno è detenuto, accusato di aver ucciso la moglie Federica Torzullo, 41 anni, funzionaria alle Poste di Fiumicino, scomparsa l’8 gennaio e ritrovata nelle ultime ore: il corpo era sotterrato a circa due metri di profondità nel terreno della ditta del marito, che gestisce un’attività di movimentazione terra.

Il ritrovamento: gli scavi nell’area dell’azienda e la buca coperta dai rovi

Gli investigatori hanno chiuso il cerchio quando hanno disposto di scavare nell’area in cui ha sede l’azienda di Carlomagno, in via Comunale San Francesco. La ricerca è stata mirata: sapevano che il corpo si trovava lì. La salma è emersa sotto il terriccio, in una buca realizzata con un escavatore e coperta di rovi.

Il riconoscimento: i monili indicati dalla sorella

Stefania Torzullo ha riferito ai Carabinieri della Compagnia di Bracciano che braccialetti e catenina recuperati dal corpo sfigurato appartenevano alla sorella.

Dove e quando sarebbe avvenuto il delitto: tracce di sangue nella stanza

Secondo gli inquirenti, l’omicidio sarebbe stato commesso tra la notte dell’8 e il 9 gennaio, quasi certamente nella cabina armadio della camera da letto. A sostegno di questa ricostruzione vengono indicate tracce di sangue rinvenute nella stanza. Carlomagno, 45 anni, potrebbe aver ucciso la moglie sbattendole la testa contro il muro.

La versione contestata: “contraddittoria e illogica”

Fin dai primi momenti, la ricostruzione fornita dall’imprenditore è stata ritenuta dagli inquirenti “contraddittoria e illogica”. L’uomo aveva sostenuto che l’8 gennaio Federica fosse rientrata a casa alle 23:30 e che la mattina successiva fosse uscita dall’abitazione.

La ricostruzione alternativa: rientro nel tardo pomeriggio e il trasporto del corpo

Le indagini avrebbero fatto emergere una sequenza diversa: Torzullo sarebbe rientrata intorno alle 19 dell’8 gennaio e da quel momento non avrebbe più lasciato casa viva. La mattina seguente, intorno alle 7:30, il marito si sarebbe messo al volante e avrebbe caricato il cadavere nel bagagliaio. Gli spostamenti del veicolo sono stati ricostruiti grazie alle telecamere installate all’inizio della via.

I presunti tentativi di depistaggio: messaggi con il telefono della vittima e un “alibi” in zona

Gli investigatori ritengono che Carlomagno abbia tentato di depistare le indagini inviando messaggi ai familiari con il cellulare della moglie. Non solo: la mattina del 9 gennaio avrebbe utilizzato il furgone aziendale muovendosi in zona per farsi notare, nel tentativo di costruirsi un alibi.

La separazione non citata nella denuncia: “normali problemi di coppia”

Nella denuncia di scomparsa, Carlomagno non avrebbe fatto riferimento alla separazione in corso, parlando invece di normali difficoltà di coppia, con “alti e bassi”. In base a quanto emerso, però, il matrimonio sarebbe stato di fatto concluso: un giudice avrebbe dovuto sancire la separazione in questa settimana, e Federica si sarebbe trasferita con il figlio di 10 anni, affidato a lei, nella casa dei genitori.

Le tracce rilevate col luminol: dai vestiti da lavoro al manico del badile

A carico del 45enne vengono indicati anche i riscontri tecnici. I rilievi col luminol sono stati effettuati in casa e su mezzi e attrezzature. Il procuratore Alberto Liguori ha spiegato che le tracce di sangue sarebbero state trovate sui vestiti da lavoro dell’indagato, sul pavimento dell’ingresso, nella cabina armadio della camera da letto, sul manico del badile, su un mezzo meccanico nel magazzino della ditta e su un asciugamano rinvenuto all’interno di una cava.

L’arresto e il silenzio: portato in caserma, poi l’incontro col legale

Dopo il ritrovamento del corpo, i Carabinieri sono andati a prelevare Carlomagno a casa: con un pretesto lo hanno fatto uscire e lo hanno accompagnato in caserma, in via Caduti di Nassiriya. L’uomo si è chiuso nel silenzio. Il suo avvocato, Andrea Miroli, lo ha incontrato per circa un’ora e ai cronisti ha riferito che il suo assistito si stava per costituire, ma che è stato arrestato prima.

Sorvegliato a vista nella prima notte in cella

Nella prima notte in carcere, Carlomagno è stato sorvegliato a vista, secondo quanto appreso da LaPresse da fonti penitenziarie. Le stesse fonti riferirebbero che l’uomo non avrebbe ancora compreso la gravità di quanto accaduto.

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