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Ornella Vanoni

Paolo Fresu: chi è il trombettista che suonerà ai funerali di Ornella Vanoni

Pubblicato il 22 Novembre 2025

Un ultimo desiderio della cantante

Ornella Vanoni aveva indicato con grande lucidità alcuni suoi desideri per il giorno dell’addio. Tra questi, uno dei più importanti riguardava la musica. La cantante, scomparsa ieri, 21 novembre, a 91 anni, aveva infatti chiesto all’amico di lunga data Paolo Fresu di accompagnarla con la sua tromba durante le esequie.

Intervistato dal Tg dell’emittente sarda Videolina, il musicista ha confermato senza esitazione: “Devo”, ricordando la promessa fatta a Vanoni nel maggio 2020. Con tono affettuoso ha raccontato anche la loro complicità: «Scherzando le dissi: se muoio prima io, tu canterai al mio funerale». Parole che oggi assumono un valore ancora più profondo, testimonianza di una relazione fondata su stima, affetto e rispetto reciproco.

Paolo Fresu: dagli esordi in Sardegna al jazz internazionale

Nato nel 1961, Paolo Fresu ha iniziato il suo percorso musicale a soli undici anni nella banda “Bernardo De Muro” di Berchidda, il suo paese natale. Proseguendo gli studi al Conservatorio “Luigi Canepa” di Sassari, scopre la sua vera passione: il jazz.

  • Nel 1982 debutta professionalmente, registrando per la Rai e partecipando ai seminari di “Siena Jazz”.
  • Nel 1984 si diploma in tromba e dà il via a una carriera ricca di progetti e contaminazioni artistiche.
  • Dal 1988 è ideatore e direttore del festival Time in Jazz, oggi uno degli appuntamenti più importanti della scena jazz internazionale.
  • Dal 1989 al 2013 guida i Seminari Jazz di Nuoro.
  • Dal 2009 al 2011 è direttore artistico di Bergamo Jazz.
  • Nel 2010 fonda l’etichetta discografica Tŭk Music, diventata un riferimento per molti artisti.

Una carriera intensa e poliedrica, che ha reso Fresu uno dei più importanti jazzisti europei.

La lettera di Fresu per Ornella Vanoni

Per salutare l’amica, Paolo Fresu ha scelto parole intime e toccanti, pubblicando una lunga lettera dedicata a lei. I due erano legati da trent’anni di amicizia profonda, fatta di musica, conversazioni, risate e confidenze.

«Scrivi qualcosa», inizia il trombettista, ricordando il loro primo incontro al Tangram di Milano nei primi anni Novanta. È difficile, ammette, riuscire a definire Ornella Vanoni, una donna dalla vita intensa, ricca di successi, cadute e rinascite, capace di trasformare emozioni e fragilità in arte pura.

Per Fresu, Ornella rappresentava “l’emozione della vita”: solitudine, passione, poesia, amore per sé e per gli altri. Una donna che odiava la banalità, sempre autentica, sempre oltre i confini tra vita e palcoscenico.

Ricordi personali e aneddoti

Nella lettera, Fresu rievoca momenti privati:

  • La cantante che tremava «come una foglia» prima di salire sul palco, per poi trasformarsi «in una leonessa».
  • Le telefonate con la sua voce inconfondibile, che iniziavano sempre con “come va?”.
  • I concerti improvvisati, come quello nella scuola frequentata dal figlio del trombettista o quello nel prato della casa di Fabrizio De André, dove lei, scalza, disse: “Non mi è mai capitato di cantare a merenda”.
  • La richiesta fatta nel 2020, davanti alla scuola del figlio di Fresu: suonare al suo funerale. Un momento che consolidò ancora di più il loro legame.

Ricorda anche l’ultima volta in cui l’ha ascoltata cantare: marzo, a Bologna, in una versione emozionante di The Man I Love, in cui sembrava richiamare la voce di Billie Holiday.

L’ultimo saluto

Fresu conclude il suo messaggio mentre il treno che lo porta a Milano corre nella nebbia. Ammette di non essere riuscito a dire tutto ciò che avrebbe voluto, ma esprime una certezza: il mondo ha perso una voce unica, paragonabile a quelle di Raffaello, Miles Davis, Vinicius de Moraes.

Un nome solo, capace di attraversare generazioni: Ornella.

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