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Papa Leone XIV al Giubileo dei Giovani: «Non lasciate che l’algoritmo scelga per voi»

Pubblicato il 3 Agosto 2025

Una lezione potente e attuale ai giovani del mondo

Tor Vergata si è trasformata in un’enorme aula a cielo aperto durante il Giubileo dei Giovani 2025. Papa Leone XIV non ha scelto toni concilianti, ma ha lanciato un messaggio forte e impegnativo: serve verità, coerenza e responsabilità personale. Ai più di un milione di giovani provenienti da oltre 150 Paesi, il Papa ha proposto una visione chiara e controcorrente: non farsi dominare dagli strumenti digitali, ma usarli senza perdere sé stessi.

L’identità non si costruisce online

Durante il suo discorso, Leone XIV ha chiesto: «Cos’è la coscienza?», sollecitando i presenti a interrogarsi sul proprio rapporto con la verità e con la propria interiorità. Ha ricordato che la solitudine, paradossalmente amplificata dall’iperconnessione, è uno dei mali di oggi.

Meglio un abbraccio che un like, ha detto, richiamando l’esempio di Papa Francesco e la sua insistenza sul valore degli incontri reali. Ha citato anche Benedetto XVI: «Chi crede non è mai solo», parole che hanno avuto un forte impatto tra i giovani riuniti al tramonto.

«Non diventate strumenti del mercato»

Sul palco rovente di Tor Vergata, il Pontefice ha dialogato con tre giovani, in un confronto profondo, simbolo di una settimana intensa di spiritualità e condivisione. Pellegrini da ogni angolo del mondo hanno vissuto adorazioni, confessioni di massa, marce e celebrazioni, spesso in condizioni spartane, ma con grande entusiasmo.

Leone XIV ha lanciato un monito chiaro: «Quando lo strumento domina sull’uomo, l’uomo diventa uno strumento. Sì, uno strumento di mercato».

Ha sottolineato come i meccanismi della comunicazione digitale, della pubblicità e dei social media possano addormentare le coscienze, rendendo le persone dipendenti, confuse e incapaci di distinguere il bene dal male.

Cercare la verità per trasformare il mondo

«Cercando con passione la verità, noi non solo riceviamo una cultura, ma la trasformiamo attraverso le nostre scelte», ha detto Leone XIV. Per il Papa, la verità è ciò che unisce parole e cose, nomi e volti. La menzogna, invece, disgrega e genera confusione.

Ha parlato in tre lingue – italiano, spagnolo e inglese – per raggiungere tutti i presenti. La scelta non è casuale: rappresenta un ponte tra Nord e Sud del mondo, tra culture diverse che si ritrovano nella fede e nella ricerca di senso.

La croce, la felicità e la grande domanda della vita

Uno dei momenti più forti è stato l’arrivo della croce della GMG sul palco, portata dallo stesso Papa insieme ai ragazzi. Un gesto simbolico, in vista del prossimo incontro mondiale giovanile che si terrà a Seoul nel 2027.

Infine, Leone XIV ha affrontato il tema della felicità, con parole ispirate da San Giovanni Paolo II:
«È Gesù che cercate quando sognate la felicità; è Lui che vi aspetta quando nulla vi soddisfa».

E ha concluso con una domanda destinata a restare: «Quale uomo vuoi essere? Quale donna vuoi essere?»

Il tempo delle scelte è ora

«A scegliere si impara attraverso le prove della vita», ha affermato il Papa, richiamando ogni giovane a mettersi in cammino con consapevolezza.
Mettete Dio al centro – ha detto – perché “la tua parola è luce più chiara di ogni stella”.

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