Pubblicato il 1 Ottobre 2025
Il blitz dei Carabinieri del TPC
A pochi giorni dall’inaugurazione della mostra “Dalì: tra arte e mito” a Parma, i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Roma hanno effettuato un sequestro di 21 opere attribuite a Salvador Dalì, ritenute non autentiche.
Il provvedimento è stato disposto dalla Procura della Repubblica di Roma ed eseguito a Palazzo Tarasconi, sede della rassegna. Tra le opere sequestrate figurano arazzi, disegni, incisioni e oggetti d’arte.
Le indagini e i sospetti
Le indagini hanno preso avvio dopo alcune segnalazioni della Fundación Gala-Salvador Dalí, l’ente spagnolo che tutela i diritti d’autore dell’artista, la quale aveva evidenziato dubbi sull’autenticità dei pezzi in mostra.
Secondo il comandante del Nucleo TPC di Roma, Diego Polio, la decisione di procedere al sequestro si è resa necessaria perché “gli esperti della Fondazione Dalì di Barcellona hanno sollevato sospetti su più opere”, rendendo indispensabili ulteriori verifiche.
Collaborazione con gli organizzatori
La società Navigare srl, organizzatrice dell’esposizione, ha dichiarato la propria disponibilità a collaborare pienamente con gli inquirenti fornendo documentazione e ogni elemento utile alle indagini. In una nota ufficiale ha precisato di attendere le verifiche scientifiche prima di qualsiasi decisione definitiva.
Controlli già avviati a Roma
Il sequestro di Parma è collegato a precedenti accertamenti: i Carabinieri avevano già notato anomalie durante una mostra analoga tenutasi a Roma tra gennaio e luglio 2025 presso il Museo della Fanteria. Anche in quell’occasione erano emersi dubbi sull’autenticità di alcune opere attribuite a Dalì.
L’obiettivo delle verifiche
Lo scopo del sequestro, spiegano gli investigatori, è quello di sottoporre le opere a analisi scientifiche approfondite per stabilire se si tratti realmente di creazioni del celebre pittore spagnolo o se invece si sia di fronte a falsi d’autore.

