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Inps

Part-time prima della pensione: la nuova legge con incentivi fino a 3.000 euro, cosa prevede la misura

Pubblicato il 14 Marzo 2026

Cosa prevede la misura approvata dal Parlamento

Una nuova norma pensata per accompagnare gradualmente i lavoratori verso la pensione è stata inserita nel disegno di legge dedicato alle piccole e medie imprese, approvato di recente dal Parlamento.

La disposizione introduce la possibilità per chi è vicino alla pensione di ridurre l’orario di lavoro passando al part-time, con una diminuzione dell’attività compresa tra il 25% e il 50%.

In cambio, il lavoratore potrà ricevere una quota dei contributi previdenziali non versati direttamente in busta paga, con un importo massimo che può arrivare fino a 3.000 euro.

La misura riguarda i dipendenti iscritti all’assicurazione generale obbligatoria e alle gestioni previdenziali equivalenti o sostitutive, compresa la gestione separata.

Il meccanismo: part-time in cambio dell’assunzione di un giovane

Il provvedimento prevede anche un impegno preciso da parte dell’azienda.

Il datore di lavoro potrà concedere la riduzione dell’orario solo se assume un lavoratore under 34 con contratto a tempo pieno e indeterminato.

L’obiettivo della norma è quindi duplice: facilitare l’uscita graduale dal lavoro per chi è vicino alla pensione e allo stesso tempo favorire l’ingresso dei giovani nel mercato occupazionale.

Requisiti molto rigidi per accedere alla misura

Nonostante l’idea sia considerata interessante, l’accesso al beneficio è limitato da diversi criteri molto stringenti.

Il primo requisito riguarda la pensione: il lavoratore deve maturare il diritto alla pensione entro il 1° gennaio 2028.

Un altro vincolo riguarda la storia contributiva: è necessario aver versato contributi prima del 1996, condizione che esclude automaticamente chi rientra nel sistema contributivo puro.

Inoltre la misura è prevista solo in via sperimentale per gli anni 2026 e 2027, senza al momento una conferma per il futuro.

Solo mille lavoratori potranno beneficiarne

Il limite più significativo riguarda però il numero di beneficiari.

La legge stabilisce infatti che l’agevolazione potrà essere concessa al massimo a 1.000 lavoratori: una volta raggiunta questa soglia, l’INPS non accetterà ulteriori domande.

Il motivo è legato alle risorse disponibili: lo stanziamento previsto è molto contenuto, pari a 1 milione di euro per il 2026 e 1,4 milioni di euro per l’anno successivo.

Di conseguenza, la platea dei possibili beneficiari sarà inevitabilmente molto ridotta.

I principali paletti della nuova norma

La legge introduce diversi requisiti che rendono l’accesso alla misura piuttosto selettivo:

  • Il datore di lavoro deve essere un’azienda con un massimo di 50 dipendenti.
  • L’impresa può concedere il part-time solo assumendo un giovane under 34 con contratto stabile e a tempo pieno.
  • Il lavoratore deve maturare il diritto alla pensione (di vecchiaia o anticipata) entro il 1° gennaio 2028.
  • È obbligatorio aver versato contributi previdenziali prima del 1996.

In sintesi, la misura rappresenta un nuovo tentativo di favorire il passaggio graduale alla pensione, ma le condizioni previste la rendono accessibile solo a un numero molto limitato di lavoratori.

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