Pubblicato il 28 Novembre 2025
Ordinanza di custodia cautelare eseguita all’alba
Alle prime ore del mattino, su delega della Procura della Repubblica di Catania, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale e della Compagnia di Paternò hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Alberto Forte, classe 1995. L’uomo è gravemente indiziato – ferma restando la presunzione di innocenza – di tentato omicidio e detenzione e porto illegale di arma da fuoco, per aver esploso tre colpi di pistola nella notte tra il 29 e il 30 agosto 2025, ferendo un giovane a Paternò.
La segnalazione dal pronto soccorso
L’indagine ha avuto origine quando i sanitari dell’ospedale San Salvatore di Paternò hanno segnalato ai Carabinieri l’arrivo di un 26enne con tre ferite da arma da fuoco alla gamba destra (due alla gamba e una alla coscia), oltre a lesioni al volto. I militari, giunti sul posto, hanno raccolto le prime dichiarazioni della vittima e avviato gli accertamenti sul luogo indicato.
La rissa e gli spari in piazza Ficus
Le investigazioni hanno evidenziato che, poco prima del ferimento, sarebbe scoppiata una rissa tra giovani in piazza Ficus, scaturita da una discussione di natura verosimilmente legata alla gelosia tra l’indagato e il fratello minorenne della vittima. La lite sarebbe poi degenerata.
Durante la colluttazione, Forte avrebbe estratto una pistola, esplodendo tre colpi che hanno colpito il fratello maggiore del suo contendente, poi trasportato in ospedale da alcuni conoscenti.
La fuga e la successiva irreperibilità
Dopo gli spari, l’indagato si sarebbe allontanato a bordo di uno scooter insieme a un complice e, nei giorni immediatamente successivi, non avrebbe fatto ritorno né a casa né al lavoro, rendendosi irreperibile.
Le indagini: testimonianze e riconoscimenti
L’attività investigativa, condotta dai Carabinieri su delega della Procura – Direzione Distrettuale Antimafia, è proseguita con raccolta di testimonianze, analisi tecniche, riscontri documentali e un riconoscimento fotografico, durante il quale il minorenne avrebbe identificato Forte come il giovane con cui aveva litigato quella sera.
Ulteriori attività tecniche hanno fornito nuovi elementi indiziari sul coinvolgimento dell’indagato.
Il contesto di tensione tra gruppi criminali
Secondo gli investigatori, la dinamica dell’episodio sarebbe maturata in un clima di forte tensione tra gruppi collegati a clan malavitosi attivi nel territorio di Paternò. Come ulteriore riscontro, il 1° ottobre lo stesso Forte sarebbe rimasto ferito da un colpo d’arma da fuoco alla mano, circostanza per la quale avrebbe fornito ai sanitari una versione falsa, attribuendo la ferita a un incidente stradale.
La misura cautelare
Alla luce degli elementi raccolti, la D.D.A. ha richiesto al GIP l’applicazione della custodia cautelare in carcere, ritenendo sussistenti il pericolo di fuga e la possibilità di reiterare condotte violente. Il Giudice, valutato il quadro investigativo, ha accolto la richiesta, e l’ordinanza è stata eseguita dai Carabinieri nella giornata odierna.
Sequestro di un’arma clandestina e munizioni
Durante le perquisizioni collegate all’arresto, i militari hanno sequestrato all’indagato una pistola clandestina calibro 9 mm parabellum e il seguente munizionamento:
- 27 proiettili cal. 9 mm (Luger G.F.L.)
- 9 proiettili cal. 7,65 mm (G.F.L.)
- 1 proiettile cal. 38 Special (G.F.L.)
- 1 proiettile cal. 38 (CCSGW)

