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Le indagini sono state affidate alla Squadra Mobile.

Paternò, va a Catania a fare una rapina e spara al gioielliere: arrestato

Pubblicato il 1 Aprile 2025

La Procura della Repubblica di Catania ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un uomo ritenuto responsabile dei reati di rapina aggravata, in concorso con persona rimasta ignota, lesioni personali aggravate, detenzione illegale di arma comune da sparo, violazione della misura di prevenzione della Sorveglianza Speciale di P.S. con l’obbligo di soggiorno nonché del reato di evasione.

Ad eseguire il provvedimento del Tribunale di Catania sono stati gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Catania.

Su delega della Procura Distrettuale della Repubblica, il 21 marzo 2025, la Polizia di Catania ha eseguito un’ordinanza di applicazione di misura cautelare personale, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Catania, nei confronti di S.S.D. (classe 1983).

Le indagini sono partite da una rapina violenta, commessa il 30 novembre 2024, ai danni di un gioielliere, titolare di un esercizio commerciale, del centro cittadino.

Secondo le prime ricostruzioni, il gioielliere era stato rapinato del suo zaino e l’autore, con il volto travisato, aveva esploso almeno due colpi d’arma da fuoco, ferendo la vittima alla gamba, per poi fuggire con il complice a bordo di uno scooter in direzione di viale Vittorio Veneto.

Le tempestive attività svolte dal personale dalla specializzata Squadra Antirapina della Squadra Mobile – basate sulla visione di immagini estrapolate dai sistemi di videosorveglianza di tutta l’area d’interesse – hanno permesso di attribuire a S.S.D. la responsabilità in ordine alla commissione della condotta delittuosa descritta e di individuare l’autovettura con cui questi, dalla sua abitazione di Paternò, si era recato a Catania, per poi, una volta posteggiato il veicolo, utilizzare, insieme ad un complice, per la rapina uno  scooter con targa clonata.

Il Giudice per le indagini preliminari, su richiesta del Pubblico Ministero titolare del relativo fascicolo d’indagine, ha quindi disposto l’applicazione della misura cautelare della custodia in carcere, eseguita con la traduzione dell’uomo nella Casa Circondariale di Piazza Lanza.

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