Pubblicato il 13 Marzo 2024
Ha vissuto 70 anni chiuso in un polmone d’acciaio.
È morto il 78enne Paul Alexander. Era stato immobilizzato da una grave forma di poliomielite che lo aveva colpito a Dallas quando aveva 6 anni e da allora ha vissuto chiuso in un macchinario dal peso di quasi 300 chili che gli permetteva di respirare.

“Dopo essere sopravvissuto alla poliomielite da bambino, ha vissuto per oltre 70 anni all’interno di un polmone d’acciaio”, scrive Christian Ulmer, l’organizzatore della raccolta fondi dedicata ad Alexander su GoFundMe.
Guinness World Records are saddened to learn of the passing of Paul Alexander, the man who spent the longest time inside an iron lung.
— Guinness World Records (@GWR) March 13, 2024
Paul spent over 70 years of his life confined to the iron lung after being paralyzed by Polio at six years old.https://t.co/fT3hltrmha
“In tutti questi anni Paul è andato al college, è diventato avvocato e autore di pubblicazioni. La sua storia ha viaggiato in lungo e in largo, influenzando positivamente persone in tutto il mondo. Paul è stato un modello incredibile che continuerà a essere ricordato. Paul mancherai ma sarai sempre ricordato. Grazie per aver condiviso la tua storia con noi”, conclude Ulmer.
Chi era Paul Alexander
Paul Alexander ha trascorso quasi la sua intera vita all’interno di un polmone d’acciaio, una capsula in cui era costretto a restare immobile e dal quale sbucava soltanto la testa.
La sua vita a Dallas, in Texas, è cambiata bruscamente nel 1952, quando aveva appena 6 anni. Colpito dalla poliomielite, perse le sue abilità motorie e la capacità di respirare autonomamente.
Portato in ospedale, venne salvato da un medico che lo mise in un enorme macchinario per la ventilazione artificiale.
Da allora ha trascorso gran parte della sua vita chiuso nel polmone d’acciaio, potendo muovere solo la testa, il collo e la bocca.
Grazie all’aiuto di un fisioterapista, Paul era poi riuscito ad apprendere una tecnica nota come “respiro glossofaringeo” con cui era in grado di inghiottire un po’ d’aria nei polmoni e restare per un po’ fuori dal macchinario.
Alexander non si era dato per vinto, si era prima diplomato al liceo di Dallas e poi laureato all’Università del Texas, diventando avvocato. Ha raccontato la sua storia in un libro autobiografico pubblicato nel 2020, Three Minutes for a Dog, non tradotto in italiano.

