Pubblicato il 26 Maggio 2025
Momenti di tensione nel quartiere Africano
Immagine di repertorio
Paura e tensione nella serata di domenica 25 maggio a Roma, quando un uomo italiano di 37 anni, affetto da disturbi psichici, si è barricato nel bagno di un fast food situato su viale Eritrea, nel quartiere Africano. A volto coperto, ha iniziato a urlare frasi minacciose come “Ammazzo tutti”, sostenendo di essere armato.
L’episodio si è protratto per circa due ore, durante le quali l’uomo ha seminato il panico tra i clienti. Il personale del locale, resosi conto della gravità della situazione, ha lanciato immediatamente l’allarme intorno alle 22:00.
L’intervento immediato delle forze dell’ordine
Sul posto sono intervenute tempestivamente dieci volanti della polizia di Stato, accompagnate dagli agenti dell’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della questura. L’area è stata subito isolata, mentre un negoziatore della polizia ha cercato di instaurare un dialogo con l’uomo.
Fondamentale è stato il lavoro degli agenti per verificare che non ci fossero ostaggi e che il presunto aggressore non fosse effettivamente armato.
Il contatto con la madre e la svolta
Durante il negoziato, le forze dell’ordine sono riuscite a identificare l’uomo e hanno contattato la madre, la quale ha confermato che il figlio era in cura presso la Asl e che non possedeva armi. Queste informazioni si sono rivelate cruciali per la gestione dell’operazione.
L’irruzione e l’arresto
Nonostante le rassicurazioni, gli agenti hanno comunque agito con la massima cautela. Equipaggiati con giubbotti antiproiettile, sono entrati nel locale e hanno sfondato la porta del bagno. Alle mezzanotte, il 37enne si è arreso spontaneamente ed è stato fermato dagli agenti dell’Uopi (Unità Operative di Primo Intervento) in assetto antiterrorismo.
L’operazione si è conclusa tra gli applausi dei presenti, sollevati per il ritorno alla normalità.
Le conseguenze per l’uomo
L’uomo è stato portato in questura per i necessari accertamenti. Al momento, rischia l’accusa di procurato allarme e minacce.

