Pubblicato il 2 Febbraio 2026
L’episodio allo Zini e l’intervento delle forze dell’ordine
È stato identificato l’uomo che, nel corso di Cremonese-Inter disputata domenica 1° febbraio, ha lanciato un petardo sul terreno di gioco, facendolo esplodere a pochi metri dal portiere grigiorosso Emil Audero, colpito a una gamba.
L’episodio si è verificato all’inizio della ripresa. Nonostante lo spavento e il dolore, l’estremo difensore ha potuto continuare la partita, poi terminata con la vittoria per 2-0 dei nerazzurri. L’accaduto, tuttavia, ha sollevato forti polemiche e immediate reazioni.
Il tifoso ferito e l’arresto
Il petardo sarebbe partito dal settore dello stadio “Zini” occupato dai sostenitori dell’Inter. Un gesto che avrebbe scatenato tensioni anche tra gli stessi tifosi ospiti.
Secondo quanto ricostruito, l’uomo avrebbe perso tre dita a causa dell’esplosione di un altro petardo che gli è scoppiato in mano. Prima del trasporto in ospedale sarebbe stato aggredito da altri supporter, indignati per il lancio in campo.
Il responsabile, che risulterebbe appartenere a un Inter Club ma non alla Curva Nord organizzata, sarà arrestato non appena dimesso dalla struttura sanitaria.
La condanna dell’Inter e dei giocatori
La società nerazzurra ha preso subito le distanze dall’accaduto. Il presidente Beppe Marotta ha definito il gesto “insulso” e “clamorosamente antisportivo”, sottolineando la necessità di fare cultura sportiva e prevenire episodi simili.
Marotta ha inoltre ringraziato Audero per la professionalità dimostrata, che ha consentito la regolare conclusione dell’incontro.
Sulla stessa linea il difensore Alessandro Bastoni, che ha parlato di forte preoccupazione per la salute del portiere e ha ribadito che “sono cose che non devono mai succedere”. La squadra, dopo la vittoria, ha scelto di non andare sotto il settore ospiti, proprio per marcare una presa di distanza da quanto accaduto.
Le possibili sanzioni per il club
Sul piano sportivo, il risultato della gara resta valido, poiché l’episodio non ha compromesso lo svolgimento dell’incontro. Tuttavia, in base al principio della responsabilità oggettiva, l’Inter rischia una sanzione economica significativa.
Non si escludono ulteriori provvedimenti nei confronti della tifoseria, come il divieto di trasferte o la chiusura della Curva Nord di San Siro per una o più partite.
Secondo l’avvocato esperto di diritto sportivo Roberto Afeltra, le sanzioni potrebbero andare dalla multa alla chiusura di un settore o addirittura a una gara a porte chiuse. È invece esclusa la penalizzazione in classifica.
Anche l’ipotesi della sconfitta a tavolino non è contemplata in questo caso: se il portiere fosse stato costretto ad abbandonare definitivamente il campo, si sarebbe potuto aprire uno scenario diverso, ma la prosecuzione della gara ha evitato conseguenze estreme.
L’episodio riaccende il dibattito sulla sicurezza negli stadi e sulla necessità di contrastare con fermezza ogni forma di violenza nel mondo del calcio.
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