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Putin

Petrolio russo e sanzioni USA: tensioni internazionali dopo la decisione di Washington

Pubblicato il 13 Marzo 2026

Gli Stati Uniti allentano temporaneamente le sanzioni sul petrolio russo

Le prospettive di un vantaggio economico per la Russia guidata da Vladimir Putin stanno diventando più concrete dopo la decisione degli Stati Uniti di alleggerire temporaneamente alcune sanzioni sul petrolio russo.

La misura è stata adottata dall’amministrazione di Donald Trump in un momento di forte instabilità internazionale, mentre il conflitto in Medio Oriente e il blocco dello Stretto di Hormuz hanno fatto impennare il prezzo del greggio, ormai oltre i 100 dollari al barile.

La licenza temporanea concessa da Washington

Secondo quanto comunicato dal Segretario al Tesoro degli Stati Uniti, Scott Bessent, il Dipartimento del Tesoro ha deciso di sospendere per un mese, fino all’11 aprile, alcune restrizioni sulle esportazioni di petrolio russo.

La decisione consente in pratica la vendita di greggio e prodotti petroliferi già caricati sulle petroliere e rimasti bloccati in mare a causa delle sanzioni.

Washington ha spiegato che la deroga è stata concessa per favorire la stabilità dei mercati energetici globali. Secondo Bessent, la misura non dovrebbe garantire un vantaggio finanziario significativo al governo russo.

I primi guadagni di Mosca dal boom del petrolio

Nonostante le rassicurazioni americane, secondo il Financial Times la Russia avrebbe già ottenuto entrate tra 1,3 e 1,9 miliardi di dollari grazie alle tasse sulle esportazioni di petrolio, aumentate proprio a causa dell’impennata dei prezzi legata alla crisi nello Stretto di Hormuz.

Questo scenario alimenta l’idea che Mosca possa beneficiare indirettamente delle tensioni internazionali e della crisi energetica globale.

Le critiche di Europa e Ucraina

La scelta degli Stati Uniti ha provocato forti reazioni in Europa e in Ucraina.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, durante una conferenza stampa insieme al presidente francese Emmanuel Macron, ha accusato Washington di garantire alla Russia entrate fino a 10 miliardi di dollari, che potrebbero essere utilizzate per finanziare la guerra in Ucraina.

Zelensky ha dichiarato che una decisione del genere “non contribuisce alla pace”.

Anche il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha criticato la scelta statunitense, sostenendo che allentare le sanzioni in questo momento sia una decisione sbagliata.

Sulla stessa linea il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, che ha definito preoccupante la revoca unilaterale delle restrizioni sul petrolio russo, sottolineando che la pressione economica su Mosca resta fondamentale per spingerla a negoziati seri e a una pace duratura.

Il dibattito politico in Italia

La decisione americana ha riaperto il dibattito anche in Italia. Lega e Movimento 5 Stelle si sono dichiarati favorevoli a rivedere il regime delle sanzioni contro la Russia, alla luce del nuovo scenario internazionale.

I parlamentari della Lega Claudio Borghi Aquilini e Alberto Bagnai hanno sostenuto che le sanzioni contro Mosca si sono rivelate di fatto un danno per l’Europa stessa, definendole una forma di “autosanzione”.

Secondo i due esponenti del Carroccio, rinunciare al gas russo e a un importante mercato commerciale sarebbe una scelta economicamente illogica, che penalizzerebbe imprese e cittadini europei.

Il Movimento 5 Stelle: “Pensare alle bollette degli italiani”

Anche il Movimento 5 Stelle ha invitato a riconsiderare il quadro delle sanzioni. La deputata Chiara Appendino ha sottolineato come la crisi energetica e il conflitto in Medio Oriente stiano cambiando rapidamente gli equilibri globali.

Secondo Appendino, riaprire la discussione sulle forniture di gas russo non sarebbe una scelta ideologica ma una necessità economica, soprattutto per milioni di famiglie italiane alle prese con bollette sempre più alte.

La parlamentare ha inoltre evidenziato come le tensioni nello Stretto di Hormuz e l’uso delle risorse energetiche come arma geopolitica stiano destabilizzando i mercati, rendendo urgente una revisione delle strategie energetiche europee.

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