Pubblicato il 9 Febbraio 2025
Nel pomeriggio del 7 febbraio scorso, la Polizia, ha sequestrato un grosso quantitativo di armi e di sostanza stupefacente nel quartiere Picanello.
Più in particolare, la Squadra Mobile, collaborata dalle specializzate Unità Cinofile dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, nel corso del servizio di perlustrazione del territorio, si è soffermata su un garage condominiale, in via Fattorini, all’interno del quale i cani poliziotto, Ares e Maui, avevano segnalato la presenza di droga e armi.
La ricerca, all’interno dell’immobile, condotta con la indispensabile partecipazione della Polizia Scientifica che ha curato tutti i rilievi necessari alla ricerca di impronte e altre tracce, ha consentito agli operatori di scovare un nascondiglio in cui era stato depositato un vero e proprio arsenale da guerra.
In particolare, i poliziotti hanno trovato, nascosti all’interno di valigie e di fusti in plasticai: due fucili d’assalto del tipo Kalashnikov, cal. 7.62×39, un fucile semiautomatico Beretta, cal. 12 con matricola abrasa e con la canna resecata (c.d. a canne mozze), una pistola mitragliatrice Skorpion cal. 7.65, nonché altre nove pistole, sia revolver che semiautomatiche, alcune delle quali prive di matricola e persino la famigerata “penna pistola” calibro 6.35.
Peraltro, le armi sequestrate erano munite di silenziatori sia per le armi corte che per quelle lunghe e di munizionamento di vario calibro.
Oltre alle armi ed alle munizioni, nel nascondiglio è stato trovato un ingente quantitativo di sostanze stupefacenti e materiale normalmente utilizzato per la pesatura e il confezionamento della droga. E’ stata trovata sostanza stupefacente del tipo hashish, suddivisa in vari involucri, del peso complessivo di 11 kg, del tipo cocaina, contenuta all’interno di un involucro in cellophane del peso complessivo di 190 gr. Circa, e del tipo marijuana, in buste sottovuoto del peso complessivo 48,218 Kg.
All’interno del nascondiglio sono stati anche trovati due motocicli provento di furto che sono stati sottoposti a sequestro.
Sono in atto indagini finalizzate a risalire ai soggetti a cui era di fatto riconducibile il deposito scoperto.

