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Ponte sullo Stretto, Salvini: “Si farà”. Tensione tra governo e magistratura dopo lo stop della Corte dei Conti

Pubblicato il 30 Ottobre 2025

La promessa del vicepremier: “Cantieri al via a febbraio”

Il Ponte sullo Stretto di Messina si farà, lo ribadisce con fermezza il vicepremier Matteo Salvini, dopo la riunione d’emergenza convocata da Giorgia Meloni in seguito alla decisione della Corte dei Conti, che ha negato il visto di legittimità alla delibera del Cipess per l’opera da 13,5 miliardi di euro.

In attesa delle motivazioni ufficiali dei magistrati, attese entro 30 giorni, Salvini ha assicurato: “Nel primo Consiglio dei ministri informerò i colleghi su come intendiamo procedere e mettere in sicurezza i fondi. Risponderemo punto per punto, senza scontri tra poteri dello Stato. Mi sarebbe piaciuto aprire i cantieri a novembre, partiranno invece a febbraio”.

Pur cercando di abbassare i toni, la decisione della Corte ha acceso un nuovo scontro tra governo e magistratura.

Meloni attacca: “Invasione dei giudici”

La premier Giorgia Meloni parla di “ennesimo atto di invasione dei giudici”, annunciando che “le riforme della giustizia e della Corte dei Conti saranno la risposta”.

La Corte dei Conti ha replicato, precisando di aver valutato esclusivamente i profili giuridici della delibera Cipess, senza entrare nel merito politico o nell’opportunità dell’opera. “Il rispetto della legittimità – spiegano i magistrati – è presupposto imprescindibile per la regolarità della spesa pubblica”.

Anche il ministro della Giustizia Carlo Nordio, pur evitando commenti diretti sulla decisione, ha evidenziato “un problema di giurisdizionalizzazione, ovvero l’attribuzione alla magistratura di compiti propri della politica”, aggiungendo che “serve un confronto pacato ma deciso su un tema che riguarda anche altri Paesi”.

Il governo prepara la risposta

Palazzo Chigi ha confermato che il governo attenderà le motivazioni della Corte dei Conti prima di decidere come muoversi, ma ha ribadito che “resta fermo l’obiettivo di procedere con la realizzazione del Ponte”.

Secondo quanto previsto dalla legge, se la Corte dovesse mantenere la propria contrarietà, il Consiglio dei ministri potrebbe comunque deliberare la prosecuzione del progetto, dichiarandolo di “interesse pubblico di rilevanza superiore”. In questo caso, la Corte apporrebbe un “visto con riserva”, consentendo all’atto di diventare efficace, ma segnalando al Parlamento la responsabilità politica del governo.

I punti contestati dai magistrati

Tra le questioni evidenziate dalla Corte dei Conti figurano:

  • coperture finanziarie non pienamente garantite,
  • stima del traffico ritenuta poco affidabile,
  • rispetto delle normative ambientali e antisismiche,
  • e verifica del superamento del 50% del costo iniziale, limite fissato dalle regole europee.

La consigliera Carmela Mirabella avrebbe inoltre sollevato dubbi sulla competenza del Cipess, considerato organo di natura “politica”. La Corte ha precisato che la sua valutazione riguarda solo la correttezza economico-finanziaria e procedurale, non il valore strategico dell’opera.

La premier Meloni ha replicato con tono critico: “I ministeri hanno risposto in modo puntuale a tutti i rilievi. Alcune censure sono pretestuose: tra queste persino l’uso di link per trasmettere atti digitali, come se i giudici contabili ignorassero l’esistenza dei computer”.

Nuovi controlli sul decreto Mit

Parallelamente, la Corte dei Conti sta esaminando un secondo atto legato al progetto: il decreto del Ministero dei Trasporti relativo al terzo atto aggiuntivo della convenzione con la società concessionaria “Stretto di Messina”.

Entro i primi giorni di novembre, i magistrati dovranno decidere se sottoporre il decreto al collegio della Sezione centrale di controllo di legittimità. Anche questo passaggio, spiegano fonti della Corte, è stato citato nell’adunanza pubblica che ha portato alla negazione del visto di legittimità per la delibera Cipess di agosto.

Il confronto resta dunque aperto tra governo e Corte dei Conti, ma da Palazzo Chigi ribadiscono: “Il Ponte sullo Stretto si farà. Nessuno lo fermerà”.

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