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Portiere aggredito in pieno centro a Roma: ferito al collo con un taglierino per un rifiuto

Pubblicato il 2 Luglio 2025

Chiede una sigaretta e aggredisce il portiere: ferita alla gola per un “no”

Un episodio di violenza brutale si è consumato nel cuore di Roma, in via Nazionale. Un uomo ha aggredito il portiere di uno stabile, colpendolo al collo con un taglierino, dopo che quest’ultimo si era rifiutato di dargli una sigaretta. La vittima, 48 anni, è riuscita a chiamare i soccorsi al numero di emergenza 112, lanciando l’allarme con la voce rotta dal dolore: “Mi ha tagliato al collo ed è fuggito”.

Immediato l’intervento delle forze dell’ordine

A seguito della segnalazione, i Carabinieri della Stazione Roma Quirinale sono giunti rapidamente sul posto e hanno avviato le ricerche del responsabile. Il portiere ferito, ancora sotto shock, ha fornito una dettagliata descrizione dell’aggressore, aiutato anche da alcuni testimoni presenti al momento dell’attacco.

Nel frattempo, i sanitari del 118 hanno trasportato la vittima in ospedale. Il colpo inferto era vicino alla giugulare, una zona delicatissima: la prognosi è di 8 giorni, ma la ferita è stata definita potenzialmente mortale per la posizione in cui è stata inferta.

Arrestato il presunto aggressore: è un 24enne senza fissa dimora

Le indagini dei Carabinieri hanno portato, poco dopo, all’individuazione del sospettato. Il giovane è stato rintracciato in largo di Villa Peretti, non distante da via Nazionale e piazza della Repubblica. Aveva ancora con sé il taglierino usato nell’aggressione, insieme a un tagliaunghie: entrambi sono stati sequestrati.

L’aggressore è un 24enne senza fissa dimora, già noto alle forze dell’ordine. Arrestato con l’accusa di tentato omicidio, è stato trasferito nel carcere di Regina Coeli. Il Tribunale di Roma ha convalidato il fermo, disponendo la custodia cautelare in carcere.

Un’aggressione per futili motivi che poteva finire in tragedia

Un semplice rifiuto ha rischiato di trasformarsi in un omicidio. Questo gravissimo episodio riaccende i riflettori sulla sicurezza nelle zone centrali della Capitale, e sul tema della gestione delle persone senza fissa dimora con precedenti penali. Un gesto folle e violento che, per pochi centimetri, non si è trasformato in tragedia.

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