Pubblicato il 6 Aprile 2026
Mediazioni internazionali per fermare il conflitto
A poche ore dalla scadenza dell’ultimatum lanciato da Donald Trump all’Iran, emergono segnali di apertura diplomatica. Secondo quanto riportato da Axios, sono attualmente in corso negoziati tra Washington, Teheran e altri Paesi della regione con l’obiettivo di raggiungere un cessate il fuoco della durata di 45 giorni, che potrebbe rappresentare un primo passo concreto verso la fine delle ostilità.
Le minacce di Trump e l’apertura a un accordo
La notizia arriva dopo dichiarazioni estremamente dure da parte del presidente statunitense, che ha minacciato attacchi contro infrastrutture strategiche iraniane, come centrali elettriche e ponti, nel caso in cui Teheran non riapra lo stretto di Hormuz entro breve tempo. In un messaggio diretto, Trump ha usato toni molto aggressivi, intimando all’Iran di agire immediatamente.
Tuttavia, in un’intervista successiva, lo stesso Trump ha lasciato spazio a un possibile sviluppo positivo, affermando che esiste “una buona probabilità” di raggiungere un accordo già nelle prossime ore. È inoltre prevista una conferenza stampa ufficiale nello Studio Ovale.
La risposta dell’Iran e le tensioni nella regione
Durante la notte, la reazione iraniana non si è fatta attendere. Teheran ha avvertito che eventuali nuovi attacchi contro obiettivi civili porteranno a operazioni militari “molto più devastanti”. Un consigliere della guida suprema Khamenei ha inoltre fatto riferimento strategico all’area di Bab el-Mandab, aumentando le preoccupazioni per un allargamento del conflitto.
Attacchi e vittime: cresce il bilancio umano
Nel frattempo, un’operazione congiunta attribuita a Stati Uniti e Israele ha causato almeno 17 vittime tra Teheran e le aree circostanti, tra cui sei bambini. La situazione resta estremamente critica anche in altre zone: nella notte sono scattati allarmi aerei in Israele, negli Emirati Arabi Uniti e in Kuwait.
Ad Haifa, in particolare, due corpi sono stati recuperati dalle macerie di un edificio colpito, mentre proseguono le ricerche di eventuali dispersi, segno di un conflitto che continua a colpire duramente la popolazione civile.

