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Presidente Cga Sicilia, sì o no a referendum serve rispetto reciproco

Pubblicato il 21 Febbraio 2026

L’intervento all’inaugurazione dell’anno giudiziario

Il tema dell’indipendenza del giudice è oggi più che mai al centro del dibattito pubblico. A ribadirlo è stato Ermanno de Francisco, presidente del Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione siciliana, intervenendo durante la cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario a Villa Belmonte, a Palermo. Tra i presenti anche il presidente della Regione, Renato Schifani.

Nel suo intervento, de Francisco ha sottolineato come l’indipendenza del giudice debba essere garantita “da tutto, anche dai colleghi associati, ma non dalla legge”, richiamando l’attenzione su un principio cardine dello Stato di diritto.

Terzietà e neutralità nelle questioni politiche

Secondo il presidente del Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione siciliana, quanto più una questione sottoposta al giudice abbia una forte connotazione politica, tanto più è necessario che il magistrato non solo sia, ma appaia terzo e imparziale.

In un contesto mediatico e politico sempre più polarizzato, ha osservato, il giudice deve dimostrare compostezza istituzionale e rigorosa neutralità, evitando qualsiasi atteggiamento che possa mettere in dubbio la propria serenità di giudizio.

Il riferimento al referendum costituzionale

De Francisco ha fatto esplicito riferimento al referendum confermativo su una riforma costituzionale approvata dal Parlamento, evidenziando come anche in casi simili il magistrato sia chiamato a mantenere equilibrio e distacco.

“Non darebbe buona prova di sé il giudice che, chiamato a pronunciarsi sul referendum, non resti comunque terzo e imparziale – in una parola sereno – anche se ritenesse che la riforma possa incidere sulle sue scelte associative”, ha affermato.

Il principio è chiaro: il giudice deve applicare la legge, non parteggiare per una posizione personale.

Libertà di coscienza e rispetto reciproco

Nel concludere il suo intervento, de Francisco ha ribadito che i magistrati del Consiglio si impegnano quotidianamente a operare con equilibrio e senso delle istituzioni.

Rispetto al referendum, ciascun magistrato potrà esprimere il proprio voto come cittadino, liberamente guidato dalle proprie convinzioni e dalla propria coscienza, senza condizionamenti di appartenenza o logiche di schieramento.

Tra i componenti dell’organo giudicante ci sarà chi voterà a favore della riforma e chi invece si esprimerà contro, ma – ha assicurato – rimarranno intatte la dignità individuale e il ris

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