Pubblicato il 12 Settembre 2025
Dopo quasi 48 ore di caccia all’uomo, sembra essere stato catturato il responsabile dell’omicidio dell’attivista conservatore Charlie Kirk. A confermarlo è stato lo stesso presidente Donald Trump durante un’intervista a Fox and Friends:
“Penso, con un alto grado di certezza, che lo abbiamo in custodia”, ha dichiarato, spiegando che la cattura è stata possibile grazie alla collaborazione di un familiare del killer. “È stato il padre, uomo di fede, a convincerlo a consegnarsi”, ha aggiunto il presidente.
Trump ha definito l’assassinio di Kirk un “episodio isolato”, escludendo il coinvolgimento in una rete organizzata, ma ha ribadito di aspettarsi la pena di morte per il colpevole: “Charlie era una persona eccellente e non meritava questo destino”.
Tyler Robinson, il giovane accusato dell’omicidio
Secondo quanto riportato da NBC News, il presunto autore del delitto sarebbe Tyler Robinson, 22 anni, originario dello Utah. La sua identità è stata confermata da cinque funzionari delle forze dell’ordine.
Il ragazzo sarebbe stato identificato da un familiare dopo la diffusione delle immagini segnaletiche. Lo stesso Robinson avrebbe confessato al padre di essere l’assassino, e l’uomo, dopo averlo trattenuto, ha avvertito le autorità.
L’arresto è avvenuto ieri sera (11 settembre) alle 23 ora locale (le 6 in Italia), nei pressi del Parco nazionale di Zion, a circa 400 chilometri dalla Utah Valley University, dove era avvenuto l’attacco.
La sparatoria all’università
L’omicidio di Kirk è avvenuto mercoledì scorso durante un evento pubblico alla Utah Valley University di Orem, di fronte a circa 3.000 persone. Il killer ha sparato un solo colpo di fucile di precisione, che ha colpito al collo l’attivista di 31 anni mentre stava rispondendo a una domanda sul tema delle stragi armate.
Gli spettatori sono fuggiti nel panico, mentre il cecchino si è dato alla fuga scendendo dal tetto da cui aveva sparato. Il fucile utilizzato, un’arma ad alta precisione, è stato ritrovato poco distante in una zona boschiva.
La fuga e la cattura
Dopo l’omicidio, Robinson era riuscito a sfuggire alla polizia e agli agenti federali per quasi due giorni. Le immagini delle telecamere di sorveglianza lo avevano ripreso poco prima dell’attacco: un giovane in abiti scuri, con una maglia nera a maniche lunghe raffigurante un’aquila su bandiera americana, occhiali da sole e cappellino.
Secondo le indagini, il killer era arrivato nel campus pochi minuti prima dell’evento “Prove Me Wrong” e si era nascosto sul tetto dell’edificio da cui ha sparato il colpo fatale a Kirk.

