Pubblicato il 13 Settembre 2025
Quartieri sotto pressione criminale
Il procuratore di Messina Antonio D’Amato ha acceso i riflettori sulla situazione della città, denunciando come diversi quartieri – Giostra, Camaro, Gravitelli, Santa Lucia sopra Contesse e Mangialupi – siano diventati centri nevralgici per le attività dei gruppi criminali.
Secondo D’Amato, queste organizzazioni, spesso di matrice mafiosa, puntano su traffico e spaccio di droga al dettaglio, attività che continua a rappresentare la fonte di guadagno più redditizia grazie a una domanda in costante crescita.
Legami con le mafie e reti internazionali
Il procuratore ha spiegato che tali attività presuppongono la stabilizzazione di canali di approvvigionamento con sodalizi criminali più strutturati, come Cosa nostra catanese, le ’ndrine calabresi della piana di Gioia Tauro e della Locride, oltre a contatti consolidati con gruppi all’estero.
Cresce l’allarme crack tra i giovani
D’Amato ha sottolineato una novità preoccupante: “Rispetto al passato – afferma – desta allarme l’aumento del consumo di cocaina e, soprattutto, il fatto che il crack stia prendendo piede tra i giovani”. Un fenomeno, aggiunge, confermato da indagini recentissime.
Giustizia: “Riforma inutile e dannosa”
Sul fronte delle riforme della giustizia, il procuratore non usa mezzi termini: “Questa riforma è inutile e dannosa. Con la separazione delle carriere e lo sdoppiamento dei Csm – avverte – si rischia la nascita di un corpo separato di pubblici accusatori, autoreferenziale e orientato solo al risultato: arresti e condanne”.
Secondo D’Amato, ciò potrebbe portare a una deriva mediatica dei processi, condizionando i giudici e compromettendo le garanzie di libertà personale.
Un appello agli avvocati
Il procuratore lancia un monito alla classe forense: “Spero che gli avvocati, che oggi sostengono questa riforma con spirito garantista, non si ritrovino in futuro a pentirsene. La delusione sarebbe troppo amara”.
Infine, evidenzia come il dibattito si stia sviluppando in un clima di delegittimazione generale della magistratura, che rischia di alimentare ulteriormente la spinta a favore della riforma. Foto: sito Csm

