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Profanato il registro sacro con insulti, frasi turpi e bestemmie… L’atto vandalico presso la cappellina di Suor Maria Raffaella Cimatti ad Alatri

Un registro sacro nella cappellina di Suor Maria Raffaella Cimatti è stato profanato con insulti e bestemmie, suscitando indignazione tra i fedeli. Il gesto ha scosso la comunità religiosa e generato forti reazioni sui social

Pubblicato il 25 Novembre 2025

Un atto di profanazione ha scosso la comunità religiosa di Alatri. Nella cappellina dove riposano le spoglie di Suor Maria Raffaella Cimatti, all’interno della cattedrale San Paolo, è stato violato un registro sacro dove i fedeli hanno l’abitudine di scrivere preghiere, desideri e speranze, in cerca di conforto spirituale. Questo registro, intimo e personale per molti, è stato macchiato da insulti, bestemmie e frasi turpi lasciate da mani irrispettose, un gesto che ha sconvolto chi usa quel luogo per raccogliersi in preghiera.

La scoperta e la reazione dei fedeli

Il fatto è stato scoperto da alcune fedeli, che quotidianamente pregano davanti alle reliquie di Suor Maria Raffaella, e che hanno trovato il registro violato. Il gesto ha suscitato un’enorme amarezza, soprattutto per il rispetto dovuto al luogo sacro e al memoriale che raccoglie preghiere di persone che chiedono l’intercessione della beata. La profanazione ha quindi toccato una corda sensibile, poiché il registro è utilizzato anche da chi confida nel potere di Suor Maria Raffaella Cimatti per risolvere dolori e difficoltà personali.

La reazione sui social e il confronto con un furto recente

L’episodio è stato immediatamente condiviso sui social network, dove la reazione è stata fortemente critica nei confronti degli autori di questo gesto, sottolineando la mancanza di rispetto e il danno arrecato alla sensibilità religiosa di molti. La reazione sui canali social è stata infatti più aspra, con molti utenti che hanno duramente condannato l’atto di profanazione.

Non è il primo episodio di questo tipo: poco tempo prima, nella chiesa di San Francesco, era stato rubato un messale, suscitando un’altra ondata di sdegno tra i fedeli e generando altre polemiche sui social. Sebbene i due episodi non sembrano essere collegati, il comune denominatore resta la mancanza di rispetto nei confronti della fede e dei simboli religiosi.

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