« Torna indietro

Putin non cede: ‘La Nato è una minaccia, il Donbass sarà russo’

Pubblicato il 5 Dicembre 2025

Le nuove dichiarazioni di Putin

Vladimir Putin ha riaffermato ancora una volta i suoi obiettivi strategici in Ucraina, avvertendo che le forze ucraine devono ritirarsi dal Donbass, altrimenti la Russia “lo conquisterà con la forza”.
Il presidente russo ha definito “difficile” qualsiasi possibilità di accordo, rilanciando le accuse alla Nato, che a suo avviso, con la propria espansione a est, continua a rappresentare “una minaccia per la sicurezza russa”.

Toni decisamente più morbidi, invece, quelli riservati a Donald Trump, che nel frattempo ha allentato le sanzioni contro Lukoil, uno dei colossi energetici russi.

Le preoccupazioni di Kiev e dell’Europa

Sul fronte opposto, Volodymyr Zelensky osserva con crescente inquietudine gli sviluppi politici internazionali: i negoziatori ucraini sono tornati in Florida per nuovi colloqui con gli Stati Uniti. Le stesse paure sono condivise da diversi paesi europei, in particolare da Francia e Germania, secondo cui Washington potrebbe ridurre il proprio sostegno a Kiev.

Putin ha sintetizzato così la posizione russa riguardo al Donbass e ai territori annessi della cosiddetta “Nuova Russia”: “O li libereremo con la forza oppure l’Ucraina dovrà ritirarsi da quelle aree”.
Le sue dichiarazioni arrivano da un’intervista a un quotidiano indiano, durante la visita ufficiale a New Delhi, dove ha rimarcato la solidità della cooperazione energetica con l’India, elogiando Narendra Modi perché “non si lascia influenzare dalle pressioni occidentali”.

I colloqui con gli emissari americani

Putin ha definito “molto utile” il recente incontro con Steve Witkoff e Jared Kushner, pur riconoscendo che su diversi punti non è stata raggiunta un’intesa, soprattutto sui territori occupati e sulle garanzie di sicurezza per Kiev.
Ha confermato che Washington ha proposto di suddividere il piano in 28 punti in quattro pacchetti separati, ma per Mosca ogni aspetto richiede una discussione dettagliata.

Il leader del Cremlino ha apprezzato la “sincerità” di Trump nel voler trovare una soluzione politica, richiamando però la prima bozza del piano americano, giudicata più favorevole alla Russia.

La posizione di Trump e il malcontento europeo

Anche Trump, dal canto suo, ha lasciato intendere una certa sintonia con Mosca. Secondo Witkoff e Kushner, Putin sarebbe disposto a porre fine al conflitto, e il presidente americano ha dato un segnale concreto sospendendo alcune delle sanzioni verso Lukoil, facilitando così le operazioni delle sue stazioni di servizio all’estero.

Questa crescente vicinanza Trump-Putin preoccupa profondamente le capitali europee. Lo Spiegel ha riportato i contenuti di una recente call tra i leader occidentali, attribuendo a Emmanuel Macron la frase: “C’è la possibilità che gli Stati Uniti tradiscano l’Ucraina sul piano territoriale”.
Friedrich Merz avrebbe invece esortato Zelensky a “essere molto cauto nei prossimi giorni”, sostenendo che Washington starebbe “giocando” con entrambe le parti.

Il presidente finlandese Alexander Stubb avrebbe commentato: “Non possiamo lasciare l’Ucraina da sola con queste persone”, riferendosi agli emissari americani.
Eliseo e cancelleria tedesca hanno ridimensionato o evitato di commentare i dettagli della conversazione, ma due partecipanti avrebbero confermato l’accuratezza della ricostruzione, pur senza citare frasi specifiche.

Macron vola in Cina

In questo clima di incertezza, Emmanuel Macron si è recato a Pechino per incontrare Xi Jinping, chiedendo al principale alleato internazionale della Russia di contribuire a una soluzione che ponga fine al conflitto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *