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Mosca

Putin, attacco all’Occidente: vuole nazionalizzare le aziende straniere

Pubblicato il 15 Giugno 2023

Una mossa estrema, più volte minacciata e ora molto più vicina alla realtà: Vladimir Putin si prepara a nazionalizzare le aziende occidentali rimaste in Russia.

Almeno quelle considerate “cattive”, che non stanno al gioco dettato da Mosca, rendendo molto più complicato lasciare il Paese.

Lo scrive il Financial Times, facendo riferimento a un provvedimento ordinato dal Cremlino per rendere possibile acquisire asset occidentali a prezzi stracciati, un primo passo per pensare misure più draconiane andando verso la piena nazionalizzazione.

Le fonti citate dal quotidiano britannico fanno riferimento a una strategia che punta a utilizzare “il bastone e la carota”, con l’intenzione di punire le aziende ostili e premiare quelle che, al contrario, fossero disponibili a seguire le regole del Cremlino.

Il decreto fornirebbe allo Stato russo il potere di acquisire il diritto di comprare asset con uno sconto significativo rispetto al reale valore, in modo da poterlo poi rivendere con profitto.

Non solo. Qualunque società commercializzi asset occidentali dovrà essere interamente posseduta da russi o deve avviare una procedura per escludere gli azionisti stranieri.

Esplicita la spiegazione fornita da Dmitry Peskov, il portavoce di Putin.

Gli investitori e le aziende occidentali “sono più che benvenuti” in Russia ma “chi ha smesso di pagare i salari o ha lasciato il Paese a fronte di ingenti perdite” finisce nel gruppo delle aziende “cattive”. In questi casi, “quello che facciamo con i loro asset diventa affare nostro”.