Pubblicato il 14 Luglio 2023
“Ebbene, la Wagner non esiste!”.
Lo ha detto al quotidiano Kommersant il presidente russo Vladimir Putin, parlando per la prima volta del suo incontro al Cremlino con il fondatore della milizia di mercenari, Yevgeny Prigozhin, pochi giorni dopo l’ammutinamento del 24 giugno.
Rispondendo al giornalista che gli chiedeva se il gruppo rimarrà come una unità di combattimento, ha sottolineato: “Non abbiamo una legge per le organizzazioni militari private! Semplicemente non esiste! C’è un gruppo, ma legalmente non esiste!”.
Il presidente russo inoltre sostiene di aver proposto ai capi dei mercenari della Wagner di continuare a combattere agli ordini di un comandante il cui nome di battaglia è “Sedoy”, cioè “capelli grigi”, a suo dire “la persona che è stata il loro vero comandante” negli ultimi 16 mesi.
Parlando di un suo presunto incontro con 35 capi della Wagner cinque giorni dopo l’ammutinamento, Puitin ha detto al Kommersant che molti avrebbero annuito alle sue parole ma che il capo dei mercenari Yevgeny Prigozhin non avrebbe visto la scena perché seduto davanti e gli avrebbe risposto: “No, i ragazzi non sono d’accordo”.
E un videomessaggio per l’11/o Forum internazionale dei giovani industriali, è stata l’occasione per la prima apparizione in pubblico del presidente russo dopo la tentata ribellione del gruppo Wagner di sabato scorso. “Lo sviluppo e la modernizzazione dell’industria sono la nostra priorità assoluta”, ha spiegato Putin ai partecipanti secondo quanto riportato dall’agenzia di stato Tass. Ha inoltre elogiato le aziende per aver assicurato “il funzionamento stabile” dell’industria del paese “di fronte a gravi sfide esterne”. l leader del Cremlino ha poi augurato il successo a tutti i giovani che lavorano nelle imprese e nelle fabbriche del Paese, nonché ai diplomati di scuole, college, scuole tecniche e università che aspirano a lavorare nell’industria russa.
La questione dello status giuridico delle società militari private come la Wagner è “abbastanza complicata” e “questa questione sarà presa in considerazione”, ha ribadito il portavoce di Putin, Dmitry Peskov, nel suo quotidiano colloquio con la stampa accreditata al Cremlino.
Ha anche annunciato che il presidente russo terrà un incontro operativo con i membri permanenti del Consiglio di sicurezza della Federazione e negato che sia in programma una telefonata con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan: “Se necessario, tale conversazione sarà organizzata”.
Sull’accordo del grano “non ci sono elementi nuovi”, mentre sull’andamento dell’invasione, ha spiegato: “Il nemico non abbandona i tentativi di attacco, ma tutti i nostri sistemi di difesa aerea funzionano in modo efficace, dimostrando la loro efficacia. Vengono prese misure appropriate”.
Non sono mancati i passaggi dedicati agli Stati Uniti d’America: “Sono loro che spingono costantemente l’Ucraina a combattere fino all’ultimo ucraino” e loro a poter mettere fine al conflitto. Infine, non c’è ancora una decisione su come Putin parteciperà al vertice Brics, acronimo per “Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica” previsto in quest’ultimo paese, che però aderisce alla Corte penale internazionale e per questo sarebbe costretto a dare a seguito al mandato d’arresto per lo stesso Putin.
Il formato con cui Putin parteciperà al summit “non è ancora stato completamente determinato, le discussioni continuano”.

