Pubblicato il 6 Febbraio 2025
L’inquinamento atmosferico nel Lazio continua a rappresentare una delle principali emergenze ambientali e sanitarie, come evidenziato dal nuovo rapporto Mal’Aria di città 2025 pubblicato da Legambiente. Lo studio ha messo in luce una situazione particolarmente preoccupante per alcune città della regione, con livelli di particolato (PM10) e biossido di azoto (NO2) ancora troppo elevati.
PM10: Frosinone tra le peggiori in Italia, Latina nei limiti
Secondo i dati del rapporto, la provincia di Latina ha registrato una media annuale di 21 µg/m³ di PM10, rimanendo al di sotto del limite attuale di 40 µg/m³. Tuttavia, considerando il valore di 15 µg/m³ suggerito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), l’aria risulta ancora non ottimale per la salute pubblica.
La situazione è decisamente più grave a Frosinone, che si conferma tra le città più inquinate d’Italia. La centralina di Frosinone Scalo ha registrato 70 giorni di superamento del limite giornaliero di PM10, ben oltre il massimo consentito di 35 giorni all’anno dalla normativa italiana. Questo dato pone la città ai vertici nazionali per il numero di sforamenti, confermando un problema cronico di inquinamento atmosferico.
Biossido di azoto: Roma e Latina oltre i limiti futuri
Per quanto riguarda il biossido di azoto (NO2), un inquinante derivato principalmente dal traffico veicolare e dalle attività industriali, i dati mostrano livelli preoccupanti. Latina ha registrato una media annuale di 24 µg/m³, mentre Roma si attesta a 30 µg/m³. Sebbene entrambi i valori siano attualmente sotto il limite di 40 µg/m³, la nuova direttiva europea sulla qualità dell’aria, che entrerà in vigore nel 2030, abbasserà il limite a 20 µg/m³. Questo significa che, senza azioni concrete, sia Roma che Latina dovranno ridurre le concentrazioni di NO2 rispettivamente del 32% e del 18% per conformarsi alle future normative.
Fonti di inquinamento e soluzioni proposte
Le cause principali dell’inquinamento atmosferico nel Lazio includono:
- Traffico veicolare, soprattutto nelle aree urbane;
- Riscaldamento domestico, con utilizzo di combustibili fossili;
- Emissioni industriali, che impattano soprattutto le zone più urbanizzate.
La conformazione geografica della regione, in particolare nella Valle del Sacco, contribuisce inoltre a trattenere gli inquinanti nell’aria.
Per contrastare questa emergenza, Legambiente propone interventi mirati, tra cui:
- Potenziamento del trasporto pubblico e incentivi per la mobilità sostenibile;
- Limitazione del traffico privato nelle aree urbane, attraverso zone a traffico limitato (ZTL) e promozione di veicoli a emissioni zero;
- Maggiori controlli sulle emissioni industriali e sugli impianti di riscaldamento;
- Politiche di riforestazione urbana per migliorare la qualità dell’aria nelle città.
Un appello alle istituzioni
I dati del rapporto Mal’Aria di città 2025 mostrano chiaramente l’urgenza di un’azione immediata. Le istituzioni regionali e locali devono adottare misure concrete per ridurre le emissioni e migliorare la qualità dell’aria, evitando di mettere ulteriormente a rischio la salute pubblica. La transizione ecologica non è più rimandabile e il Lazio deve impegnarsi per garantire un futuro più sano ai propri cittadini.

